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Coronavirus in Lombardia, scende ancora l’indice dei contagi ma le vittime sono in aumento

I decessi registrati ieri sono 181, mentre l’indice Rt a Milano è calato a 1,16. Nuovo check point per le ambulanze all’ospedale della Fiera …

Il numero è alto, e continua a fare paura. Perché se è vero che l’Rt è in calo – secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità in Lombardia è a quota 1.46, e a Milano secondo l’Ats è ancora più basso, 1.16 secondo l’ultimo aggiornamento di due giorni fa – quel dato, le persone positive al Sars-Cov-2 che purtroppo perdono la vita, rimane a livelli elevati: 181, secondo l’ultimo bollettino regionale. Continua la corsa del nuovo coronavirus in Lombardia: ieri sono state registrate 8.060 nuove diagnosi su 38.702 tamponi. La percentuale di positivi, sul totale dei test, è quindi del 20,8 per cento. Il dato, però, è calcolato su tutte la analisi fatte, comprese quelle di screening e di controllo. Escludendo queste, la percentuale si alza. E arriva, secondo l’ultimo report della cabina di regia dell’Iss, a una media intorno al 40 per cento.

La provincia che mantiene il primato delle nuove diagnosi è ancora Milano, dove i nuovi positivi al virus sono 3.302, di cui 1.266 a Milano città. Ma anche le altre zone del Nord ovest della Lombardia continuano a soffrire: in provincia di Varese le nuove diagnosi segnalate ieri sono state 684, nel Comasco 425, in Monza e Brianza ben 1.140. Il dato che più colpisce è però quello dei deceduti, che con le 181 vittime registrate ieri arrivano a un totale di 19.367 dall’inizio della pandemia. Anche se bisogna avere cautela, visto che non è detto che tutti i 181 decessi siano effettivamente avvenuti tra sabato e domenica, ma potrebbero anche essere degli eventi dei giorni scorsi registrati con ritardo dai sistemi.

Numeri incontrovertibili, invece, sono quelli che indicano la sofferenza del sistema ospedaliero: sia nei reparti di Terapia intensiva sia in quelli Covid, infatti, continua a salire il numero dei posti occupati, in virtù di saldi tra dimissioni e ricoveri che vedono ancora incrementi. Nei reparti di Intensiva la crescita è di 20 unità, di 160 in quelli di Pneumologia, Infettivologia e Medicina riconvertiti per assistere i pazienti positivi al virus. Proprio per cercare di alleggerire un sistema ospedaliero sempre più saturo, allora, da oggi alla Fiera non sarà più attivo solo il reparto di Intensiva che entro la fine di questa settimana dovrebbe arrivare a 80 posti occupati. Ma anche un punto “triage” dove le ambulanze di Areu porteranno i pazienti in codice verde che si rivolgono al 118 con problemi infettivi e respiratori: “I pazienti che arriveranno qui – spiega il direttore generale Alberto Zoli – verranno prima sottoposti a un test antigenico rapido, che in un quarto d’ora consentirà di capire se sono positivi o meno. Nell’attesa, saranno anche sottoposti ad altri test, come quello del cammino e della sedia, per verificare il loro livello di saturazione. In questo modo verranno subito inquadrati: se necessario saranno trasferiti in ospedale, sennò saranno riportati a casa in ambulanza”.

Il punto triage negli ultimi giorni era già attivo al parco di Trenno, dove da oggi verranno eseguiti, in collaborazione con l’esercito, i tamponi rapidi al personale scolastico e agli studenti: di qui, il trasferimento del check point in Fiera. Non è l’unico: “Ne abbiamo un altro all’autodromo di Monza per il territorio della Brianza e del Nord Milano, e uno a Solbiate Olona per Varese e Como – sottolinea Zoli – . Finora, il 40 per cento dei pazienti che inquadriamo in questi punti di triage, pensati per evitare di sovraccaricare ulteriormente i Pronto soccorso, vengono riportati al loro domicilio perché non hanno bisogno di ricovero” . Chi invece deve andare in ospedale, viene trasportato nelle strutture di Bergamo, Brescia e Mantova, oggi meno sotto pressione: “In questo modo si fa sistema – dice l’assessore al Welfare Giulio Gallera – dato che questa seconda ondata sta colpendo l’area metropolitana e brianzola in modo speculare rispetto alla prima”.

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