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Coronavirus, in Puglia 335 nuovi positivi su poco più di 5.500 tamponi. Ma le vittime sono 52

Resta oltre la soglia critica sia il livello di occupazione delle terapie intensive sia quello dei reparti di area medica ordinaria …

Sono 335 i nuovi casi di Covid in Puglia ma a fronte di 5.528 tamponi effettuati domenica 2 maggio e registrati nel Bollettino epidemiologico regionale. Pesante, invece, il numero dei decessi: 52. Sono così suddivisi su base provinciale: 19 Bari, 2 Brindisi, 2 nella provincia Bat, 5 Foggia, 8 Lecce e 16 in provincia di Taranto.

Per quello che riguarda i nuovi positivi sono 54 in provincia di Bari, 39 in quella di Brindisi, 47 nella Bat, 81 in provincia di Foggia, 100 in quella di Lecce, 11 in provincia di Taranto, 3 casi di residenti fuori regione. I casi attualmente positivi in Puglia sono 47.023.

Preoccupano ancora i dati diffusi dall’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), sulla situazione negli ospedali ancora al di sopra della soglia critica stabilita dal ministero della Sanità: in Puglia il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 37 per cento (la soglia è al 30 e la media italiana al 28%); quelle dei reparti ordinaria di area medica non critica – malattie infettive, pneumologia, medicina generale – è al 42 per cento (la soglia è al 40).

Un quadro più chiaro sull’andamento della curva epidemica si può ottenere osservando i dati quotidiani aggregati sulla base di 7 giorni, utilizzando le date di trasmissione da parte della Regione. La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da un’altra discesa dei casi: sono stati registrati in media circa 1.086 positivi giornalieri, il 15 per cento in meno della settimana ancora precedente. L’incidenza settimanale aggiornata al 2 maggio, sempre considerando le date di comunicazione, sarebbe persino inferiore ai 200 casi su 100mila abitanti: circa 192.

Scendono i decessi (228 in una settimana contro i 246 precedenti) ma anche i guariti (9.006 contro 10.871). Anche la pressione sulle strutture ospedaliere prosegue il suo graduale calo, pur restando ancora oltre le percentuali di rischio indicate dal ministero della Salute (37 per cento dei posti occupati in terapia intensiva, 42 per cento nelle altre aree, mentre le soglie di guardia sono rispettivamente 30 e 40 per cento dei posti disponibili).

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