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Coronavirus, in una settimana il 38% di casi in più. La curva è in risalita ma è record di tamponi

I test sono stati 600mila: mai così tanti neanche durante il picco dell’epidemia. Oltre 9mila i nuovi positivi. L’aumento dei positivi è una costante dal 7 luglio. La mappa dell’incremento regione per regione: dal +90% della Campania al + 65% della Lombardia …

Rallenta un po’ l’aumento dei nuovi casi settimanali di coronavirus in Italia, e intanto si segna il record settimanale di tamponi: 600mila. Mai si erano raggiunti questi numeri con i test, nemmeno nei momenti più bui dell’epidemia. Nei giorni che vanno dal 26 agosto al primo settembre le regioni hanno rilevato 9.023 positività contro le 6.546 del periodo 19-25 agosto. Si tratta di un incremento del 38%, assai inferiore a quello del 92% registrato la settimana precedente.
 
La curva in risalita dal 7 luglioCome noto, la gran parte dei casi di queste settimane riguardano persone con pochi sintomi o nessuno e quindi le strutture ospedaliere non sono sotto pressione. A lavorare sono i dipartimenti di prevenzione, cioè i servizi sul territorio della Asl. Osservando la curva delle nuove positività settimanali, però, si nota come comunque dal 7 luglio in poi ci sia stata una continua risalita delle infezioni. Ovviamente la situazione non è la stessa in tutte le Regioni, anche se la tendenza per quasi tutti è all’aumento.
 
Solo tre regioni in caloSolo Sicilia, Veneto e Provincia di Bolzano hanno visto un calo nei sette giorni, come si può osservare dal cruscotto di dati realizzato dalla Regione Toscana basandosi sui numeri ufficiali della Protezione civile. Considerando solo quelle che hanno i numeri assoluti di casi più alti, si osserva un +65% in Lombardia, un +75% in Toscana, addirittura un +90% in Campania, un +55% in Emilia e un +54% in Piemonte. Quest’estate la circolazione è legata anche ai rientri dalle vacanze, all’estero e in Italia. Ci sono state polemiche sulla Sardegna, che ha risposto minacciando querele. In quella regione si è passati da 52 casi tra il 12 e il 18 agosto ai 352 e 386 delle due settimane successive. L’aumento, netto, quindi risale a quindici giorni fa.
 
Tamponi verso quota centomilaLa crescita dei casi si accompagna anche all’incremento dei tamponi, altro dato ormai molto evidente. Nei sette giorni fino al primo settembre i test sono stati ben 600mila, nelle due settimane precedenti erano stati rispettivamente 483mila e 325mila. In generale, fin dall’inizio dell’epidemia poche volte si sono superati i 350mila esami (in un solo altro caso si sono toccati i 400mila). Questo significa che quella finita martedì è stata la settimana record, con alto distacco, per i tamponi. Da più parte si chiede un aumento degli esami, che a giudicare dai numeri questa volta potrebbe essere veramente iniziato. I prossimi giorni diranno se le regioni italiane riescono a farne anche più di 100mila al giorno.
 Lo screening mirato funzionaLa percentuale dei casi positivi rispetto agli esami è molto variabile da regione a regione. Si va dal 3,66% e il 3,42% di Sardegna e Campania, allo 0,63% del Friuli. La Lombardia e la Toscana stanno a 1,58%, il Piemonte all’1,75%, l’Emilia all’1,38%. La media nazionale è dell’1,5% ed è superiore rispetto a quella delle settimane precedenti (1,35%, 1,05%, 0,85%, 0,55%). È il segno che l’incremento dei casi non è solo legato a quello dei tamponi, che risultano più efficaci. Probabilmente vengono fatti in modo maggiormente mirato, puntando oltre che sugli screening a chi rientra anche ai contatti a rischio dei positivi, che come visto sono in aumento. Crediti

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