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Coronavirus, in Val d’Aosta via allo screening di massa sulla popolazione dopo le polemiche

Il commissario Arcuri invia 60mila test antigenici rapidi. Nei giorni scorsi scontro tra Regione e governo sulla classificazione in zona rossa …

Via libera allo screening di massa sulla popolazione valdostana. Accogliendo la richiesta della Regione Valle d’Aosta il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha disposto a tal proposito l’invio di ulteriori 60mila kit antigenici rapidi.

La campagna si svolgerà su base volontaria ed è rivolta a tutti i residenti in Valle d’Aosta, di età superiore ai 5 anni, che non si trovino in condizione di isolamento o quarantena. È attesa la partecipazione del 70% della popolazione, circa 84mila. Lo screening si articolerà su tre giorni (venerdì, sabato e domenica) ancora da definire in base al nuovo Dpcm.

Nei giorni scorsi la Val d’Aosta e il suo presidente Erik Lavevaz sono stati protagonisti di una dura polemica con il governo a proposito della classificazione in zona rossa. Domenica scorsa, dopo avere scritto al ministro Speranza invitandolo a rivedere la sua decisione sulla base dei dati, il governatore ha deciso, con un’ordinanza, di consentire comunque ai negozi di tenere aperto da oggi.

“Rispettando la necessità di garantire la massima sicurezza, che è la priorità – ha detto il presidente Lavevaz – è necessario dare uniformità di trattamento ai cittadini. Per questo abbiamo deciso di dare la possibilità di aprire da domani fino al 3 dicembre. Poi sappiamo che da venerdì diventeremo zona arancione. Rispetto ai fenomeni di assembramento avvenuti nelle grandi città, da noi questo non accadrà perché non abbiamo i centri commerciali” ha aggiunto.

La decisione è stata presa anche a seguito dei dati epidemiologici che per la più piccola regione d’Italia sono in continuo miglioramento, addirittura più favorevoli rispetto a zone gialle. L’indice Rt è di 0,99, e il bollettino parla di 47 nuovi casi nelle ultime 24 ore su 231 tamponi effettuati. Sono 176 i guariti dal coronavirus, mentre i decessi sono 4. Al momento ci sono 124 i ricoverati, 11 in terapia intensiva e 1.182 le persone sottoposte a isolamento domiciliare. Ieri ad Aosta è stato inaugurato l’ospedale da campo dell’esercito: una trentina di tende da domani potranno accogliere pazienti Covid dall’ospedale Parini e dalla clinica di Saint Pierre.

Per lo screening di massa è prevista la messa a disposizione sul territorio, per ogni Comune o gruppi di Comuni, di apposite squadre (“linee”) per l’effettuazione dei tamponi. Le sedi di effettuazione dei test dovranno essere individuate dagli enti locali in base al numero di linee previste sulla base della popolazione residente e dovranno essere provviste di entrata e uscita separate, accesso per diversamente abili, servizi igienici, metratura sufficiente a garantire la distanza interpersonale di almeno due metri, adeguata area esterna al fine di evitare assembramenti.

Ciascuna linea – ne sono previste 153 – sarà composta da un infermiere, un aiuto infermiere, 2 amministrativi e 4 volontari.
L’effettuazione del test e l’interpretazione del risultato verrà gestita dal personale sanitario. Si stima che ogni squadra, prestando otto ore lavorative, possa effettuare giornalmente 200 tamponi.

“Per la riuscita dell’iniziativa, oltre a un’adeguata comunicazione che renda massiva la risposta della popolazione, sarà indispensabile una forte sinergia tra Protezione civile, sanità, enti locali e volontariato” fanno sapere i promotori della campagna. Il costo complessivo dell’operazione di screening ammonta a 117mila, compensi del personale sanitario esclusi.

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