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Coronavirus, indice Rt a 1,01. Iss: aumenta il carico sui servizi sanitari

Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità evidenzia un indice di trasmissibilità superiore a 1 in 12 regioni. “Rischio concreto di peggioramento se non si rispetteranno le misure” anticontagio …

Nel periodo 10-23 settembre 2020 l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,01. Sono 12 le Regioni/PPAA con un Rt maggiore di 1 questa settimana.I dati del consueto monitoraggio settimanale del ministero della Salute e Istituto superiore di sanità conferma la tendenza al progressivo peggioramento segnalata dal rapporto nelle ultime nove settimane. E la conseguenza è un maggiore carico sui servizi sanitari. 

Bisogna inoltre “interpretare con cautela – afferma il report – l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia. Infatti, l’Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l’indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale”.

I numeri dei contagiI focolai attivi riportati sono complessivamente 3.266, di cui 909 nuovi: numeri entrambi in aumento per la nona settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 2.868 focolai attivi di cui 832 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (101/107).Questa settimana sono stati segnalati anche 14 focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, anche se non sempre confermata. Nelle prossime settimane si potrà meglio valutare l’impatto dei contagi nelle scuole.

Nonostante l’aumento di focolai attivi, le Regioni hanno segnalato “3.026 nuovi casi non associati a catene di trasmissione note (+13,7% rispetto alla settimana precedente)”. Per quanto riguarda il contesto di trasmissione, si mantiene stabile la percentuale dei focolai che si sono verificati in ambito familiare (76,5% di tutti i focolai attivi vs 76,1% la settimana precedente). Aumenta la percentuale di focolai verificati in ambito lavorativo (7,2% vs 5,6% la scorsa settimana) e diminuiscono invece i focolai associati ad attività ricreative (4,5% vs 6,3% la settimana precedente).

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