Categorie
cronaca

Coronavirus, la Cassazione:” Si è congiunti in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo”

Il riconoscimento del risarcimento alla fidanzata di un pedone ucciso otto anni fa è il precedente giuridico che ha imposto l’interpretazione allargata per individuare le persone a cui da lunedì sarà possibile andare a fare visita …

Un incidente stradale a Milano, un pedone messo sotto da una macchina che perde la vita, la fidanzata che chiede il risarcimento e lo ottiene anche se la coppia non era né sposata né conviveva ma era legata da una “solida relazione affettiva”. Una sentenza della quarta sezione della Corte di Cassazione ( la numero 46351 del 2014) scovata ieri dagli uffici legali del governo ha consentito ieri pomeriggio a Palazzo Chigi di diffondere la nota in cui si chiarisce l’estensione allargata di quel termine “congiunti” che per tutta la giornata è stato in cima alle ricerche di Googgle, chiavistello di una delle poche libertà che gli italiani riconquisteranno a partire da lunedì prossimo, appunto quella di poter fare visita ad un congiunto.
 
Dunque non solo familiari in linea ascendente o discendente ( dai nonni ai genitori ai figli ai nipoti) o orizzontale ( fratelli, sorelle, cugini) ma anche fidanzati, compagni, insomma persone con cui si sia legati da una solida relazione affettiva anche non in presenza di un legame giuridicamente riconosciuto, dal matrimonio alle unioni civili.
 
Non solo una questione da dibattere dal punto di vista sociologico o filosofico ma in punto di diritto perché, ancora in presenza della necessità di un’autocertificazione per giustificare gli spostamenti e dunque del rischio di essere sanzionati se si va a visitare la persona “sbagliata”, occorre un appiglio giuridico per stabilire chi possa essere considerato congiunto. E i codici, civile e penale, non danno una definizione.
 
Ecco allora la sentenza della Cassazione che viene in aiuto e fa giurisprudenza. Affermando che “ il riferimento ai prossimi congiunti deve essere inteso in presenza di un saldo e duraturo legame affettivo a prescindere dall’esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente rilevanti come tali”. La Corte sottolinea poi che anche “la convivenza non deve intendersi necessariamente come coabitazione quanto piuttosto come stabile legame tra due persone connotato da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti”. E ancora indica come riferimento l’articolo 2 della Costituzione che attribuisce rilevanza costituzionale alla sfera relazione della persona per affermare che  lo stabile legame tra due persone  “non debba essere necessariamente strutturato come un rapporto di coniugio”  .
Crediti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *