Categorie
cronaca

Coronavirus, la seconda ondata e il disastro pugliese: tutti gli errori della Regione

Valutazione sbagliate, ritardi e operatori che mancano:il governatore Emiliano in difficoltà con la nuova gestione della pandemia …

È il 20 maggio quando il Policlinico di Bari annuncia la chiusura del Covid Hospital nel padiglione Asclepios. È l’inizio dello smantellamento di tutti i reparti Covid allestiti dalle Asl nei principali ospedali per far fronte alla prima ondata. ” Insieme ce l’abbiamo fatta”, esulta il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore. In realtà era soltanto il primo round. A dichiarare che quella mossa è stata un grande errore strategico sarà per prima Gilda Cinnella, primaria del reparto di terapia intensiva del Policlinico Riuniti a Foggia: ” È mancata lungimiranza – dirà in un’intervista a Repubblica del 17 ottobre – I posti non dovevano essere smantellati”.

I primi a confermare che il tracciamento dei casi positivi è saltato sono i vertici regionali. C’è anche questo alla base della decisione del presidente Michele Emiliano di chiudere le scuole. Il 18 novembre arriva una nuova conferma: ” All’aumento del numero di casi di tracciamento corrisponde una difficoltà a gestire il volume dei focolai ” . Eppure il 24 ottobre la Protezione civile pubblicava un bando 133 nuovi rinforzi per la Puglia. Oltre 5 mila le domande presentate, ma nessun assunto nei primi dieci giorni di novembre. Il 20 novembre l’assessore Pierluigi Lopalco dichiara: “Abbiamo già effettuato 61 assunzioni”. E la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla vicenda.
 

I vaccini antinfluenzali: mai arrivate 890mila dosi

Nei mesi scorsi la Regione annunciava trionfalmente di aver acquistato 2,1 milioni di dosi di vaccino antinfluenzale. La gara se l’aggiudicano a giugno Seqirus e Sanofi. Quest’ultima vince il lotto più consistente: 1,5 milioni di dosi per 8,3 milioni di euro. A ottobre ci sono già i primi ritardi nella distribuzione. Sanofi consegna fino a metà novembre poco più di 610 mila fiale. Poi l’annuncio: ” Non siamo in grado di distribuire le restanti 890 mila dosi pattuite secondo gara ” . Da qui la minaccia della Regione di procedere per vie legali. Ora però bisogna cercare altre aziende farmaceutiche in grado di coprire il buco lasciato da Sanofi. Missione impossibile, visti i tempi.
 

Gli ospedali senza posti, dubbi sul nuovo cantiere in Fiera

” Realizzeremo tre ospedali temporanei per i pazienti Covid “, annunciano in Regione a fine prima ondata. Il ministero della Salute non accetterà mai quella proposta. A confermarlo è stato lo stesso governatore: ” Il ministero ci disse di rafforzare gli ospedali che già avevamo ” . E da ottobre a oggi i pazienti Covid hanno intasato un gran numero di ospedali. Da qui la decisione della Regione di allestire strutture temporanee. Prima l’ospedale da campo a Barletta, poi i 160 posti in Fiera del Levante. Costo: poco più di 8 milioni di euro. Ma non sarà pronto prima di gennaio. L’Aaroi- Emac, associazione regionale degli anestesisti e rianimatori, è scettica sulla sua utilità.

In reparto, le voci dei medici e dei pazienti che affrontano il Covid

L’assistenza a domicilio è in tilt: solo adesso le nuove assunzioni

Attivate 54 squadre Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, alle quali è affidato il compito di visitare i positivi al Covid in isolamento domiciliare. I medici assunti dalle Asl pugliesi per mettere su le squadre sono 371. Ma il numero delle squadre è insufficiente: un decreto legge del 9 marzo scorso prevede che entro 10 giorni dall’approvazione le Regioni avrebbero dovuto istituire una squadra Usca ogni 50 mila abitanti. Dunque le Usca avrebbero dovuto almeno 80, considerato che i pugliesi sono più di 4 milioni. Dalla Regione dicono che sono in corso nuove assunzioni. In molti casi, però, i medici Usca vengono impiegati per fare contact tracing.
 

Le terapie intensive, potenziamento in ritardo

Soltanto con una circolare firmata il 1° novembre dal capo del dipartimento Salute, Vito Montanaro, è partita la corsa della Regione al potenziamento dei posti letto Covid di area medica e di terapia intensiva: avrebbero dovuto essere 2 mila 900 al 30 novembre, poi diventati 3 mila 62. Al momento sono attivi 2 mila 582 posti in area medica e 233 nelle terapie intensive. Gli altri, secondo la Regione, sono pronti a essere attivati in base ai contagi. I ricoverati sono 1.889, ma ci sono altri 39 mila pugliesi a casa e per decine di loro potrebbe essere necessario il ricovero. E per allentare la pressione sugli ospedali è stato necessario allestire un ospedale da campo a Barletta.
 

Mancano medici e infermieri: c’è anche l’ostacolo burocrazia

Al netto della difficoltà di trovare anestesisti e rianimatori, per i quali è necessario un lungo iter formativo, la ricerca del personale ha incontrato problemi anche per il tipo di contratto applicato. In particolare per la scadenza: soltanto negli ultimi giorni le Asl stanno pubblicando bandi per la selezione di operatori sanitari con contratti a tempo determinato da 36 mesi, il massimo consentito dalla legge. Inoltre la Regione dovrebbe assumere 800 infermieri di comunità per rinforzare la medicina territoriale: la legge ne prevede uno ogni 5 mila residenti. Secondo i sindacati dei medici di famiglia, nessuno di questi professionisti è stato ancora assunto in Puglia.
 

Il 118 in tilt

La prima linea del servizio di emergenza-urgenza territoriale è in grandissima difficoltà. Sia per i tempi di attesa delle ambulanze davanti ai pronto soccorso, che possono toccare punte di oltre sei ore, sia per la positività al Covid accertata su 15 dei 30 professionisti assegnati alla centrale operativa di Bari. La stessa che copre due provincie fra le più colpite dall’epidemia, Bari e la Bat, un bacino di utenza da 1,6 milioni di abitanti e punte di 3 mila telefonate al giorno. È appena cominciata la corsa a rimpiazzare gli operatori in malattia con ex colleghi poi trasferitisi in altri reparti. Oggi dovrebbe arrivare un altro operatore dalla Asl Bat, ma ne mancano altri sette.

Crediti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *