Categorie
cronaca

Coronavirus, l’accusa di Magi (Radicali): “Decisioni prese senza dati scientifici accessibili e il governo va alla cieca”

Il deputato denuncia la mancanza di un database nazionale a disposizione degli studiosi e dei cittadini …

“Sulla guerra al Covid la nostra politica sta continuando ad andare alla cieca: non diamo agli scienziati i mezzi per combatterlo al meglio. E i mezzi sono i dati disaggregati, nudi e crudi, che consentirebbero di studiare tendenze, capire quali e dove sono gli elementi favoriscono o frenano lo sviluppo del virus. Solo in base a questi si può mettere a punto una strategia mirata, specifica, chiara”.
 
Riccardo Magi, deputato del gruppo Misto eletto con Radicali e + Europa, pesa le parole dopo che per due volte si è visto bocciare emendamenti e ricevere pareri negativi dal governo sui modi in cui combattere la pandemia che continua a crescere.
Scienziati lasciati senza armi?
“Sì, i dati sono fondamentali per avere politiche create su basi scientifiche. Quindi chiare e per questo accettabili dalla popolazione. Così come stiamo andando avanti ora, non si fa altro che creare polemica, anche strumentale, perché mancano i dati accessibili a tutti i ricercatori”.

Cosa manca?
“In primo luogo da tempo gli esperti chiedono siano immediatamente pubblici i dati, i 21 parametri delle regioni, che ora vengono inviati all’Istituto superiore di sanità che li elabora e in un secondo momento li pubblica. I ricercatori hanno bisogno dei singoli, non già elaborati, per fare ricerche. Ho presentato un emendamento a giugno, il governo lo ha bocciato per motivi di privacy, che mi sfugge proprio dove stia”.

Manca un database nazionale?
“Sì, la comunità scientifica lamenta da tempo la mancanza di un database nazionale. Ora i dati l’ospedale li manda alla Asl che li passa alle regioni che li inviano all’Istituto superiore di sanità, passaggi che comportano ritardi perdite di tempo. Sarebbe più utile un database dove, a livello di singola struttura sanitaria, il medico inserisce subito i dati che così possono essere immediatamente utilizzati, ma anche su questo, inspiegabilmente, il governo ha dato parere negativo solo pochi giorni fa”.

Mancano quindi dati, statistiche sul virus?
“Studiosi del calibro di Alleva e Zuliani, ex presidenti dell’Istat, hanno chiesto che si facciano indagini epidemiologiche ripetute su campioni di popolazione rappresentativi in modo da avere informazioni qualitative e non solo quantitative sul virus e su come si diffonde. Per capire dove intervenire e come. Niente. Sembra che non abbiamo capito l’importanza dell’elaborazione sistematica dei dati, usata ormai in tutti i campi, proprio per combattere la pandemia”.

Governo bocciato?
“Quello che mi domando è come fai senza database, senza dati disaggregati, senza indagini epidemiologiche a programmare una politica su basi scientifiche. Dare una sostanza tecnica è l’unico modo per far accettare provvedimenti alla popolazione, che altrimenti ora si vede arrivare decisioni nella migliore delle ipotesi basate solo sul buonsenso e nella peggiore sul paternalismo”.

Crediti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *