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Coronavirus, l’Emilia regione in trincea: contagiati due assessori e la sindaca di Piacenza

Il virus avanza: 124 casi in più in sole 24 ore …

BOLOGNA — L’Emilia-Romagna in trincea. Più di cinquecento contagi — seconda regione in Italia dopo la Lombardia — , 24 decessi, tre sindaci e due assessori regionali positivi e in isolamento, gli ospedali che raddoppiano i posti letto nelle terapie intensive, la Protezione civile che costruisce strutture esterne ai pronto soccorso per filtrare i pazienti a rischio.

Il virus avanza, 124 casi in più in sole 24 ore, anche se si tratta di casi non gravi o asintomatici. E l’emergenza tocca i Palazzi dove si cerca di fronteggiarla. L’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, in carica da pochi giorni, è risultato positivo al tampone. Non ha sintomi ma è in isolamento a casa: «Ad oggi sto bene. Sono asintomatico, non ho febbre, non ho tosse, non ho raffreddore e la visita medica che mi hanno effettuato non ha dimostrato alcun problema fisico, tanto meno di natura polmonare. Sto a casa mia, ma continuerò a lavorare da qui. Fiducioso che alla fine la spunteremo noi in questa battaglia», ha scritto sui social. Positiva e in buone condizioni, anche la collega di giunta Barbara Lori, ma è tutta la squadra di governo ad aspettare l’esito dei test. Il presidente Stefano Bonaccini non risulta contagiato ma ha seguito in videocollegamento l’incontro con il premier Conte a Roma.

Piacenza paga il tributo più alto non solo in termini di contagi (319 sui 544 totali dell’Emilia-Romagna) ma anche dal punto di vista degli amministratori coinvolti. La sindaca Patrizia Barbieri è risultata positiva al coronavirus e, prima di lei, altri due primi cittadini della provincia. Ogni giorno negli ospedali si gioca una partita faticosissima. A Bologna, il “Maggiore” deve fare a meno di cinque fra medici e infermieri, che per precauzione sono in quarantena dopo aver visitato una persona poi ricoverata per il coronavirus, mentre il policlinico Sant’Orsola ospita pure cinque ammalati dalle province vicine per dare un aiuto. Nel Piacentino, entro la settimana, saranno raddoppiati i posti letto nelle terapie intensive, i reparti per i pazienti più a rischio. Alle cliniche private è stata chiesta disponibilità di posti. Si va verso un accordo tra Regione e Università per reclutare in corsia i giovani medici all’ultimo anno di specializzazione: non delle assunzioni ma dei contratti di libera professione su base volontaria. Forze in più. La Protezione civile ha già installato 14 punti esterni agli ospedali, dei “filtri” dove ospitare i pazienti a rischio mentre la base dell’areonautica militare di San Polo di Podenzano (Piacenza) ospiterà entro pochi giorni una struttura rivolta alle persone del Nord Italia che non possono trascorrere la quarantena in casa propria.

C’è preoccupazione ma anche generosità e voglia di reagire. Un’azienda di Modena, la Canovi Coperture, ha donato alla Regione 500 mascherine modello “ffp3”, cioè quelle con protezione massima. Il sindaco di Bologna Virginio Merola ha parlato in video ai suoi concittadini: «La prima manovra economica da fare è quella di debellare il virus e molto dipende dai nostri comportamenti individuali. Non vi sto chiedendo di isolarvi in casa, ma di rinviare un abbraccio o un bacio anche a quelli che avete appena conosciuto: è un modo concreto per dimostrare che li rispettate e volete bene. Stringiamo i denti insieme».

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