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Coronavirus, l’Iss: “Indice contagi rallenta, ma Italia ancora a rischio”

L’Istituto superiore di sanità diffonde i dati sull’andamento epidemiologico: “Paese ancora in scenario 3. Rt a 1,7, per ridurre i casi bisogna portarlo sotto 1 in tutte le regioni” …

L’Italia “è un Paese a scenario 3 (con Rt sopra 1,5, ndr)”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa odierna sull’andamento epidemiologico da Covid-19. “Siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5”. Un Rt che “ha mostrato un rallentamento nella sua crescita ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1”. Tutte le regioni sono sopra Rt 1, in alcuni casi a 2, ha detto Brusaferro.

Concetto ribadito da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità: “L’indice Rt appare stabile quindi l’accelerazione marcata è venuta meno e c’è decelerazione, frutto delle misure poste in essere”, ha detto Locatelli. “Ciò va letto in modo positivo e ci auguriamo e ci aspettiamo con il trascorrere dei giorni che i dati possano ulteriormente migliorare”. Ecco i principali temi toccati da Brusaferro nel corso dell’incontro.
 

Le 4 Regioni a rischio

“Sulla base dell’ultimo monitoraggio ci sono 4 regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive”. In precedenza era stato sottolineato che 2 regioni hanno una occupazione dei posti letto sopra il 30%, 2 al 29%. Quanto alla Campania: “Riteniamo validi i dati della Campania, ma approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso”.  I dati mostrano quindi mostrano che ci sono differenze importanti fra le regioni ma tutto il nostro Paese “supera la soglia di rischio”. Il presidente dell’Istituto fa riferimento sempre alla Campania ma anche al Friuli, all’Emilia-Romagna e al Veneto, cioè a Regioni che hanno un Rt alto, superiore a 1,5, che le posiziona nello scenario più preoccupante, il numero 4. A mantenerle ancora gialle è però l’altro fattore che viene analizzato, cioè il rischio, che adesso è moderato. Per tutte però sta crescendo e questo preoccupa la Cabina di regia.

L’incidenza

“L’incidenza è alta: 524 casi per 100mila abitanti nel periodo di sorveglianza che raccoglie dati di qualche giorno fa. Ci sono differenze tra regioni ma il nostro paese eccede largamente soglia fissata a livello Ue”.

L’età dei contagi

“L’età mediana purtroppo è in leggera crescita, lentamente si avvicina verso i 50 anni. E parallelamente l’età over 70 comincia ad avere un numero crescente di casi”. Il 50-60% dei positivi sono asintomatici.
 

Le terapie intensive

“In alcune regioni si è superata la soglia critica per l’occupazione degli ospedali e c’è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un

mese per terapie intensive. Quindi c’è l’allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione”.

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