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Coronavirus, rischio contagio da alimenti? L’esperta: “Non sono fonte di infezione”

Pollo e carne possono trasmettere il contagio? “Non c’è alcuna evidenza scientifica”. Spiega Valentina Rizzi dell’unità pericoli biologici e contaminanti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). I consigli: “Igiene, alte temperature (cottura) e corretta… …

«La trasmissione del virus è legata alle vie respiratorie. A oggi non esiste alcuna evidenza scientifica che la trasmissione possa avvenire attraverso il cibo» premette Valentina Rizzi, esperta scientifica dell’unità pericoli biologici e contaminanti dell’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare. Focolaio di contagi da Sars-CoV2 tra i lavoratori dello stabilimento agroalimentare dell’Aia di Vazzola, nel Trevigiano, solleva di nuovo i dubbi sul rischio contagio dai prodotti immessi in commercio.

Ma quali sono le precauzioni necessarie?
«Lavarsi le mani, igienizzare le superfici e gli utensili per cucinare, evitare potenziali contaminazioni tra cibi cotti e cibi crudi. Conservare il cibo alle temperature giuste e cucinarlo correttamente prima del consumo».


Cuocere la carne uccide un eventuale virus?
«Ripeto, non ci sono evidenze scientifiche che indichino che il cibo sia una fonte o una via di trasmissione del virus. Tuttavia, come altre forme di coronavirus, anche questo è sensibile alle temperature di cottura. Alcuni studi dimostrano che temperature al di sopra dei 60 gradi possono eliminarlo».

Il congelatore al contrario non lo elimina?
«Sappiamo che il coronavirus può sopravvivere sulle superfici, ma per un tempo limitato. Non disponiamo tuttavia di dati sulla resistenza del virus a basse temperature. Resta valido il principio che gli alimenti non sono a oggi riconosciuti come una fonte di infezione».

Pesce o carne crudi sono invece a rischio?
«I rischi legati al consumo di carne cruda sono legati piuttosto a malattie come la salmonellosi, campilobacteriosi e infezioni da Escherichia coli. Al pesce crudo vengono associate malattie come la listeriosi».

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