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Coronavirus, teatro pieno per il Maurizio Costanzo show, è polemica. La replica: “Plexiglas e sierologico al pubblico”

Nella prima puntata del nuovo ciclo della trasmissione tv, registrata lunedì 26, il pubblico in sala indossava la mascherina ed erano occupate tutte le poltroncine, separate da divisori in plexiglas …

Mentre è partita la norma di chiusura dei teatri, sale per concerti e cinema per via delle norme del nuovo Dpcm, ecco che nella prima puntata del nuovo ciclo del Maurizio Costanzo Show, registrata lunedì 26 il programma è andato in onda su Canale 5 da un teatro pieno. Il pubblico in sala era con mascherina ed erano occupate tutte le poltroncine, separate da divisori in plexiglas. Una visione che ha suscitato polemiche sui social, dove più di un utente si è chiesto come fosse possibile. “Ma nemmeno posti alternati? Strapieno! pare una normale giornata di luglio e agosto in qualsiasi locale o mezzo pubblico d’Italia”, ha scritto ad esempio @sarosensei.

Intanto il Coordinamento StaGe!, che vede insieme oltre 50 associazioni della filiera delle piccole imprese della musica, formazione, tecnici, scuole, spazi, strumenti, negozi e spettacolo dal vivo si pone e pone la domanda sul perché non si possa fare altrettanto, “con gli stessi accorgimenti”, per tutti gli altri teatri, le sale da concerti e i cinema. “Chiediamo di prendere in esame quanto realizzato al Maurizio Costanzo Show e di vedere se si può proporre nella massima sicurezza nei teatri, nelle sale da concerti e nei cinema del nostro paese per potere dare un barlume di speranza di ripartenza magari tra un mese – o anche prima, in caso – quando si ripartirà in pieno il 25 novembre a tutto il settore”, viene detto in un comunicato.

A replicare alle polemiche è stato lo stesso Maurizio Costanzo. “Volete sapere come funziona? È facile: il pubblico della mia trasmissione prima di entrare fa il test sierologico, e così tutti gli ospiti. Fra una persona e l’altra c’è un plexiglas, e anche fra un ospite e l’altro c’è un plexiglas. Perché non fanno così anche nei teatri? Possono farlo tutti. Facciano così, invece che rompere e fare polemiche!”, ha spiegato il conduttore all’Adnkronos. “Possono farlo tutti – affonda – Certo, specifico che il pubblico viene in teatro un’ora e mezzo prima, perché possa essere fatto il test su ciascuno. Quindi io pago gli infermieri, il personale, il plexiglas. Il proprietario del cinema all’angolo faccia così, così non c’è pericolo di assembramento”, conclude.

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