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Il nuovo elettrodomestico che distrugge il virus con i raggi ultravioletti

Il dispositivo messo a punto dal dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova, diretto da Andrea Crisanti: “Riesce a convogliare l’aria della stanza e a farla passare vicino al fascio di luce, distruggendo i microorganismi” …

PADOVA – Distruggere le famigerate goccioline su cui galoppa il virus con le radiazioni ultraviolette, tecnologia riassunta in una sigla attualmente molto in voga: UV-C. Si parla di ambienti da sterilizzare, sanificare, rendere di nuovo fruibili grazie alla purificazione dell’aria. Beghelli Spa ha deciso di percorrere questa strada a braccetto con l’Università di Padova. Da questa sinergia nasce un elettrodomestico che non è una lampada e nemmeno un aspiratore. Si chiama SanificaAria 30 e può essere entrambe le cose. Il suo funzionamento è stato studiato nei minimi particolari dal Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, quello diretto dal professore Andrea Crisanti.  E quindi eccolo questo oggetto nuovo che entrerà nelle case degli italiani, con un occhio al design e uno alla sicurezza. Sanificazione dell’aria in ambienti chiusi, eccolo il concetto chiave. “È un dispositivo costituito da una lampada UV-C e da un sistema di ventilazione forzata” ”, spiega Paola Brun, ricercatrice di Microbiologia. 

“Riesce a convogliare l’aria della stanza e a farla passare vicino al fascio di luce, distruggendo i microorganismi. La soluzione è stata suggerita dagli esperimenti in vitro condotti da alcuni laboratori indipendenti. Questi studi hanno dimostrato che la lampada UV-C uccide le particelle dopo un periodo di esposizione. Io ho messo insieme i dati e li ho commentati alla luce della letteratura scientifica. Il congegno funziona. Abbiamo poi studiato una serie di scenari con diverse metrature, per provare a capire il tempo necessario per abbattere la carica microbica presente nell’aria”.

Tre le tipologie di ambienti analizzate, nell’ottica di rendere uno studio utile e pratico anche in considerazione della situazione contingente. La prima prova ha riguardato l’aula di una scuola, 130 metri cubi circa: il dispositivo ha abbattuto la carica microbica in 4 ore. Secondo ambiente analizzato, un corridoio: 5 le ore necessarie, per via del passaggio delle persone e dei flussi d’aria variati.  E 5 ore necessarie anche per un ufficio-tipo. La tecnologia UV-C utilizzata da Beghelli permette in ambienti come uffici, scuole, ristoranti, bar, palestre, ospedali, industrie, fino ad arrivare alle abitazioni private, di sanificare l’aria attraverso un sistema a camera chiusa saturato con raggi UV-C. I raggi ultravioletti restano sempre confinati all’interno della cella di flusso dell’apparecchio, senza entrare in contatto diretto con le persone. La sanificazione può essere quindi continua, 24 ore al giorno.

“L’azienda ha due punti fissi nel proprio Dna” commenta Gian Pietro Beghelli, presidente del Gruppo “che sono l’investimento in ricerca e la finalizzazione della ricerca per la sicurezza delle persone. Nasce da questo spirito la collaborazione attivata, grazie al supporto di Unismart, con il Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova e la società Polistudio, che ci ha consentito un confronto con le competenze accademiche e professionali necessarie all’analisi funzionale del nostro più recente prodotto per la sanificazione dell’aria”.

Soddisfatto anche Fabrizio Dughiero, prorettore al Trasferimento Tecnologico e ai rapporti con le imprese dell’Università di Padova: “Lo scopo è dare supporto alle nostre aziende che, con i loro prodotti, vogliono offrire strumenti di difesa dalla pandemia. Abbiamo aiutato più di 140 aziende. Abbiamo messo a disposizione tutti i laboratori della nostra università. Il territorio ha risposto molto bene. La nostra non è una certificazione ma una valutazione. La metodologia è scientifica”.

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