Categorie
cronaca

La nuova mappa dei contagi: il virus colpisce di più tra i 40 e i 50 anni

L’Ats: c’è stato un abbassamento dell’età media in ambito familiare …

C’è qualcuno che durante e dopo la prima ondata ha imparato a proteggersi, e si tratta degli anziani, che per non rimanere contagiati stanno il più possibile a casa. E poi ci sono i giovani e i loro genitori, che a primavera, essendo chiusi in casa per il lockdown, erano stati risparmiati dall’infezione. Ora la situazione si sta invertendo. Le scuole sono state riaperte, durante l’estate e l’autunno i ragazzi hanno vissuto un po’ di vita comunitaria. Poi la movida, le giornate di affollamento improvvido nei locali pubblici. Il risultato è evidente: ora i malati sono i 40- 50enni, i familiari dei ragazzi tornati sui banchi e tutta quella fascia di adulti che hanno interrotto lo smart working in settembre, hanno preso i mezzi pubblici, hanno incontrato gli amici nel tempo libero. Comportamenti permessi fino al Dpcm, ma che rischiano di costare caro ora.

Il nuovo identikit dei malati della seconda ondata lo raccontano i grafici delle analisi e delle previsioni epidemiologiche di Ats, che mostrano chiaramente quanto si sia abbassata la curva dell’età dei malati, con il passare dei mesi. Se a marzo e aprile i positivi e i ricoverati erano mediamente nella fascia d’età compresa fra 60 e 70 anni, già durante il periodo estivo l’età media è scesa lentamente e progressivamente dai 60, ai 50, fino ai 40 anni. I tecnici e gli esperti di Ats Città metropolitana di Milano non si spingono a fare analisi sociologiche, ma parlano chiaro lo stesso: “C’è stato un abbassamento dell’età media dei pazienti nel Milanese. Durante il primo lockdown con le misure severe che venivano rispettate da tutti, le scuole chiuse e le famiglie barricate in casa, erano gli anziani la fascia più bisognosa di cure. Avendo fatto quella terribile esperienza, i pensionati hanno fatto tesoro delle regole di distanziamento apprese e sono rimasti in casa anche d’estate e in autunno. A differenza del resto della popolazione che invece ha recuperato le antiche abitudini. Il ‘liberi tutti’ dell’estate, poi il rientro in città con poco rispetto delle misure anticontagio hanno fatto il resto”.

Covid, il viceministro Sileri furioso: “Chi ha sbagliato sarà cacciato a calci nel c…”

Dopo aver infettato soprattutto i 40enni fino ai primi di ottobre, adesso con i 20 mila casi a settimana, il virus attacca più persone di mezz’età, che hanno in media fra i 40 e 50 anni. Come spiegava a Repubblica Andrea Gori, primario di Rianimazione del Policlinico, “ora curiamo tanti 50-60enni perché il contagio, dopo la riapertura delle scuole, avviene in ambito familiare” .

Ats evidenzia con i grafici anche altre percentuali: durante il primo lockdown più del 50 per cento dei malati aveva oltre 65 anni, mentre i giovani fino a 18 anni sono rimasti tra 0 e 5 per cento fino alla fine di aprile. Poi le proporzioni si sono invertite: gli over 65 enni sono diminuiti fino al 20- 25% dei casi, e sta scendendo ancora. Mentre la curva dei contagiati da zero a 18 anni è salita fino al 20 per cento alla fine dell’estate ed è ancora in ascesa in questi giorni, tanto da aver raggiunto quella dei nonni. Nella prima fase dell’epidemia, si erano ammalate più le donne; durante l’estate si era alzato il numero di uomini, che ora di nuovo sta scendendo. Ats sta anche monitorando i flussi di malati nelle Rsa: se al 21 ottobre la percentuale di casi sospetti o accertati Covid da zero era schizzato al 2,75 dei 1.3719 ospiti, una settimana dopo la quota è arrivata a 4,76%. Fra gli operatori i contagiati sono arrivati al 5,42% del totale, due punti in più della settimana prima.

Crediti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *