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Regioni contro le mascherine in classe, alla vigilia del vertice con il governo

Dopo Veneto e Trento, anche il presidente della Liguria Toti: “Non siano obbligatorie in aula. Sulla ripresa della scuola, dagli insegnanti in più ai banchi monoposto, il governo naviga nel buio” …

Dopo il no alle mascherine in classe del Veneto e di Trento, alla vigilia del vertice tra governo e Regioni, domani, si solleva anche la Liguria: “Mancano 20 giorni all’inizio della scuola e ancora si naviga nel buio dell’inconcludenza di questo doverno, che ha avuto mesi per decidere per poi ritrovarsi all’ultimo senza soluzioni”, denuncia il presidente della Regione, Giovanni Toti, su Facebook. I presidenti delle Regioni avevano chiesto da tempo un summit per avere risposte sulle voci più critiche nell’organizzazione del ritorno a scuola.

“Vogliamo sapere i tempi dell’assegnazione del personale aggiuntivo di cui ci è stato assicurato il raddoppio, i tempi di consegna dei banchi monoposto – riassume Toti, che rilancia – ma noi diciamo no all’uso della mascherina durante la lezione. Il governo dovrà esprimersi in via definitiva e non l’ha ancora fatto”. Altro nodo non ancora sciolto, è quello dei trasporti scolastici, denuncia Toti, anche se nel frattempo il Mit ha da poco inviato una nota in cui ha diffuso le linee guida.  Toti però denuncia, a proposito dei trasporti, “la flessibilità oraria da organizzare, lasciata tutta sulle spalle dei presidi senza capire che comunque non è risolutiva”. E venerdì la Regione Liguria ha organizzato un vertice con sindaci, province e aziende di trasporto proprio per organizzare la mobilità degli studenti. Toti sigilla: “Oggi le terapie intensive sono vuote in Liguria e stiamo lavorando affinchè restino così. Mentre le aule scolastiche, il 14 settembre, devono essere sicure ma piene: di studenti, di bambini, di futuro, di vita”.

E precedentemente si era già espresso anche l’infettivologo Matteo Bassetti, primario del Policlinico San Martino di Genova, a riguardo: “Sembra assurdo che gli stessi bambini che hanno giocato tutta l’estate sulle spiagge o in piscina con i loro coetanei senza mascherine, ora debbano metterle per stare in classe. Al di là della efficacia del provvedimento, credo che sia un problema di sostenibilità e buon senso – che aggiunge – bisogna fare i salti mortali per aprire le scuole e lasciarle aperte con distanziamento, mascherine, ma solo prima di entrare in classe”. E chiede che sia sostenuto soprattutto “un investimento nella medicina scolastica”. Crediti

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