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Torino, mascherine rosse per l’addio ad Angela uccisa dall’ex marito: “Mamma, sarai sempre una donna libera”

Lacrime e palloncini per la madre assassinata a colpi di pistola dalla guardia giurata: “Avrai la giustizia che meriti” …

“Non ci hai mai fatto mancare niente, ci hai sempre amato e fino alla fine tu ci sei stata insieme. Non siamo stati perfetti, come tutti, ma l’amore che tu hai per noi lo sentiamo ancora. Ti giuro che avrai la giustizia che meriti, e con questo non aggiungo altro”. Eleonora, figlia di Angela Dargenio, la donna di 48 anni uccisa sul pianerottolo di casa dall’ex marito Massimo Bianco nel palazzo in cui i due abitavano in Barriera di Milano a Torino, non è riuscita per la commozione a leggere fino in fondo la lettera che ha scritto per sua mamma.

Una lunga e toccante lettera di amore e ringraziamenti letta questa mattina, dopo il funerale celebrato nella parrocchia del Gesù Operaio di via Leoncavallo 18, a poche centinaia di metri dal palazzo in corso Novara 87, dove l’ex marito, vigilante di 50 anni, l’ha assassinata con otto colpi di pistola.

Ad applaudire Angela, centinaia di persone: tutte con indosso la mascherina rossa, colore simbolo della lotta alla violenza contro le donne. C’era chi aveva anche le scarpette rosse, il foulard o una maglietta in onore di “una donna libera”, come l’ha ricordata la figlia Eleonora. “Se per caso in paradiso dovessi fermarti a chiacchierare con un angelo bello e affascinante – le ha detto nella lettera – ovviamente fai la ‘splendida splendente’ e offrigli del limoncello perché ricordati che tu sarai e sei sempre una donna libera e io ti amo”.

Accanto ad Eleonora, 25 anni, c’è il suo compagno, il loro bimbo e suo fratello 17enne. “Inizierò col dirti grazie – apre così il ricordo, al termine della celebrazione – per tutto quello che hai fatto per noi. Hai protetto me da gente pettegola, ci hai sempre straviziati” e ringraziandola per essersi presa cura del suo bambino e di suo fratello: “Lo farò io, non mollerò un secondo te lo prometto”, tra gli applausi dei presenti i palloncini rossi e bianchi su cui c’erano le foto di sua mamma.

Applausi ma anche lacrime di addio e per qualcuno di rabbia: “Deve marcire in galera, lei non voleva che lui rimanesse ad abitare lì, al piano di sopra”, ha ripetuto una signora, ma resta per tanti la rassegnazione della tragedia e la voglia di stringersi alla famiglia nel dolore. “Dio – è l’invocazione del parroco nell’omelia – illumina la pena di questa famiglia, con la certezza che Angela, strappata dall’affetto dei suoi cari, è ora con te per sempre”.

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