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Verbania, lavori socialmente utili ai ragazzini senza mascherina: “Evitiamo di multare le famiglie”

Boom di sanzioni tra i 15 e i 17 anni: otto giorni tra protezione civile, servizi sociali, biblioteche, più lezioni teoriche …

Pagare una multa, soprattutto se a farlo sono i genitori, oltre che influire sul bilancio familiare in un momento già difficile d’emergenza sanitaria potrebbe non essere educativo per i ragazzi minorenni, sanzionati per non aver rispettato le norme anti-Covid. Così a Verbania il Comune ha avuto un’idea: dare la possibilità agli stessi ragazzi di “pagare” con lavori socialmente utili e incontri con medici e forze dell’ordine per capire l’importanza e la gravità del gesto.

È l’iniziativa, approvata dalla giunta, portata avanti dall’assessorato alle Politiche sociali e dall’assessora, nonché vicesindaca, Marinella Franzetti. Nelle ultime settimane una quindicina di ragazzi tra i 15 e i 17 anni sono stati sanzionati per assembramenti o per non aver indossato la mascherina in un luogo pubblico. Di qui è scaturita l’idea di trasformare questo errore in un “momento educativo”.

“È meglio educare che punire – spiega la vicesindaca – Parliamo di ragazzi molto giovani, che non hanno rispettato regole che per loro sono difficili: e si sa che in gruppo si rischia che vinca la goliardia. Così non ci è sembrato giusto far pagare le famiglie che potrebbero essere in difficoltà”.

Domani si terrà l’incontro con i genitori: saranno loro a poter scegliere per i loro figli se pagare la multa o scegliere il progetto alternativo. In quel caso il pacchetto prevede una serie di incontri in presenza o online con diverse personalità, tra cui il comandante della polizia municipale Andrea Cabassa, il primario del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Verbania, dottor Vincenzo Montini, fuonzionari della Prefettura e il legale del Comune Alessandra Simone.

Oltre a questa fase teorica ci sarà un percorso pratico: otto giornate di attività socialmente utili divise tra il consorzio dei servizi sociali, le biblioteche, l’Emporio dei legami (un progetto dell’assessorato dove le famiglie in difficoltà acquistano con una tessera punti) e Protezione civile, per distribuire i pacchi alimentari.

“Avevamo pensato a un percorso fatto solo di lavori socialmente utili: ma il passato, quando questa soluzione è stata adottata dopo episodi di vandalismo, ci ha insegnato che non è sufficiente – aggiunge Franzetti – Per questo all’esperienza pratica abbiamo voluto legare il confronto e il dialogo sull’importanza dell’impegno civico”.

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