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Coronavirus, operai in sciopero dall’alba. Corsa contro il tempo tra governo, sindacati e industriali: oggi vertice decisivo sulle attività da chiudere

Alle 12 le parti sociali si ritroveranno a palazzo Chigi per trovare un nuovo accordo sulle attività considerate indispensabili e che dovranno restare aperte
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Sono ore di febbrili trattative tra governo e parti sociali per sventare il disastro nel disastro, con l’esplosione degli scioperi finora confermata a cominciare dai sindacati dei metalmeccanici di Lazio e Lombardia a partire da oggi. A partire dai primi turni dell’alba di oggi sono già partite le prime agitazioni nelle fabbriche, altre seguiranno secondo i sindacati, in assenza di un accordo al tavolo che si riunirà alle 12 a palazzo Chigi sull’ultimo decreto che dispone la chiusura delle attività non necessarie per contenere i contagi di Coronavirus.

Una corsa contro il tempo che riguarda tutti i settori, dai benzinai ai bancari. Con i lavoratori sul piede di guerra, in forte tensione anche con le proprie rappresentanze sindacali. Non è bastato il Protocollo di sicurezza per i lavoratori approvato lo scorso 14 marzo, il governo fino all’ultimo ha promesso nuovi «aggiustamenti», perché il Paese «non può permettersi uno sciopero generale» in questo momento, dice il premier Giuseppe Conte.

Il nodo resta l’elenco delle attività che proprio da oggi devono restare aperte, perché considerate indispensabili. Una lista fin troppo restrittiva per gli industriali, con il capo di Confindustria Vincenzo Boccia che ancora ieri parlava di imminente scenario da «economia di guerra» per la chiusura di almeno il 70% delle aziende italiane e una stima spaventosa di 100 miliardi di euro persi per ogni mese che verrà. Quella lista però è fin troppo ampia per i sindacati, che si ritrovano nell’inedita posizione di chiedere la chiusura delle fabbriche: «Faccio la sindacalista da 40 anni e non ho mai chiesto di chiudere una fabbrica – ha detto la leader della Cisl, Annamaria Furlan – Anzi, mi sono sempre battuta per far restare le fabbriche aperte. Ma qua c’è di mezzo la vita delle persone».

«Molte delle nostre richieste sono state accolte – dice il segretario della Uil, Carmelo Barbagallo alla fine della riunione tra i sindacati – ora aspettiamo solo l’immediata promulgazione degli atti amministrativi che avverrà già in giornata. L’elenco presentato pochi giorni fa dal Governo – ha aggiunto – era troppo esteso: secondo noi, molte di quelle attività andavano sospese per porre un argine al diffondersi del contagio da Covid19. Non ci sembrava che, in questa fase, alcune produzioni fossero così necessarie».

Il parere degli esperti:

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