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Coronavirus, chef contro le misure per i ristoranti: “Così sarà dura”

I quattro metri quadrati per ogni cliente, i due metri di distanza fra un tavolo e l’altro, le mascherine per i camerieri, il gel igienizzante, le barriere divisorie. I ristoranti si preparano alla riapertura per il 18 maggio, dopo il via libera del governo, per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA – LO SPECIALE). Ma sono tantissimi gli chef perplessi sulle misure da adottare e preoccupati per gli effetti che potrebbero avere sulle attività. “Sarà un massacro” secondo Filippo La Mantia, titolare di “Oste e cuoco”,  in piazza Risorgimento, a Milano. “Lo Stato sta radendo al suolo la ristorazione italiana”, è il parere di Alessandro Borghese, che oltre a essere il conduttore di “4 Ristoranti” su Sky, gestisce a Milano il ristorante “Il lusso della semplicità”. Anche Carlo Cracco non è convinto delle misure da seguire per la riapertura.

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