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Coronavirus, il presidente della Cei Bassetti trasferito in ospedale

Questa mattina il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è stato trasferito presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, a seguito della positività al Covid-19 riscontrata nei giorni scorsi (LO SPECIALE CORONAVIRUSIL LIVEBLOG). Qui verranno verificate e monitorate le sue condizioni di salute con probabile utilizzo di accertamenti strumentali. “Continuiamo a essere vicini al cardinale presidente – afferma monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei -. Lo accompagniamo con la preghiera e l’affetto del Popolo di Dio, certi che il Signore non farà mancare la sua consolazione e il suo sostegno in questa prova”. 

Bassetti: “Vivo questo momento con fede e speranza”

Ieri, invece, era stato il cardinale Bassetti a inviare un messaggio ai fedeli: “Vivo questo momento con fede e speranza, affidandomi alla misericordia del Padre. Ringrazio quanti si sono resi vicini con messaggi di solidarieta’ e con la preghiera”, aveva scritto l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana. “Offro questa prova per tutti i malati, i sofferenti, le persone che hanno vissuto un lutto, i medici e gli operatori sanitari che prestano soccorso con dedizione e cura, i rappresentanti delle Istituzioni impegnati a porre un argine a questo virus. Un pensiero particolare ai Confratelli vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ai laici che non hanno mai smesso di testimoniare il volto bello e creativo delle nostre Chiese”, prosegue.

“Un momento di dolore per tanti”

Il pensiero è poi andato alle altre persone che soffrono per la pandemia: “È un momento di dolore per tanti. Insieme siamo presi in una morsa che sembra stritolare le nostre sicurezze. In questi mesi ho avuto modo di condividere la fatica e la stanchezza di un tempo inedito che sta interessando l’umanità intera. Eppure e nonostante tutto, continua a operare la bellezza del Mistero che si fa dono. Anche quando tutto sembra finito, c’è uno spiraglio di luce che continua a indicare il cammino – ha aggiunto -. C’è una voce che interpella e si propone come via per evitare solitudine e disperazione. Stiamo vivendo un cammino sconosciuto per alcune generazioni: è occasione per sentirci ed essere fratelli e sorelle riconciliati nel Dio della vita”

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