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Coronavirus, Mattia: “Non pesa l’etichetta di paziente 1, ma le bugie”

“L’etichetta di Paziente 1 non mi è mai pesata, le bugie sì. La cena con un cinese, le due maratone in una settimana: tutto falso. Mi è pesata la popolarità che ne è conseguita, devo continuamente respingere le richieste di interviste o di ospitate televisive”. Mattia Maestri si racconta in un’intervista a Sportweek, in edicola sabato, a tre mesi dalla notte in cui a Codogno il trentasettenne è diventato il primo italiano a cui è stato diagnosticato il Covid19 (qui tutte le notizie sull’emergenza coronavirus del 21 maggio), prima del ricovero all’ospedale San Matteo di Pavia.

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