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Coronavirus, Pregliasco: “Stop al superfluo per evitare lockdown più pesanti”

“Il Dpcm di ieri sera è un primo approccio e un segnale che bisogna dare una sterzata alle nostre abitudini: rinunciando ora ad alcune cose superflue potremo evitare una situazione che lasciata a sé potrebbe determinare l’obbligo di arrivare in modo precipitoso a dei lockdown più dolorosi e pesanti per l’economia e la tenuta psicologica e sociale della comunità”. Lo ha detto a Timeline, su Sky TG24, il direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco, parlando dell’emergenza coronavirus in Italia (IL LIVEBLOGLO SPECIALE).

Cosa è superfluo e cosa no

“Il superfluo – ha aggiunto – è tutto ciò che non è scuola, che deve essere assolutamente presidiata, e il lavoro. Purtroppo dire questo vuol dire comunque calpestare alcune filiere, attività lavorative come la ristorazione, l’attività turistica, ma credo che il sacrificio, che ovviamente dovrà essere ristorato per evitare una guerra tra poveri, potrebbe diluire questa tendenza ormai certa. Si è passati da un  incremento lineare a uno esponenziale”.

Nuovo Dpcm è invito ai cittadini a non abbassare la guardia

“Il Dpcm di ieri a mio avviso precisa questo richiamo istituzionale: stiamo facendo quanto è possibile, ci stiamo sforzando di fare il meglio, ma abbiamo bisogno dei cittadini, che insieme acquisiscano quella naturale predisposizione a un ‘nuovo galateo’ che abbiamo usato durante il lockdown, ma in questa fase si è abbassata la guardia. Anche il pugile, quando abbassa la guardia, si ritrova un’aggressione inattesa, senza protezione”, ha aggiunto Pregliasco.

A Milano coprifuoco solo se non tiene il sistema

Per Milano “dovremo valutare ciò che succederà nel breve periodo, suggerirei azioni ‘sartoriali’ ma necessarie per evitare cose peggiori lasciando a sé le cose”, ha poi spiegato il direttore sanitario del Galeazzi. La proposta del coprifuoco a Milano, ha spiegato, “è stata lanciata, non dico come elemento provocatorio, ma come situazione che vivo da cittadino milanese. Vedo il polso del mio ospedale e il confronto con gli altri ospedali. Una situazione che sta prendendo una piega di crescita esponenziale e quindi il timore, che oggi non c’è, della tenuta del sistema, che solo un’azione ben realizzata nell’immediato ci potrebbe permettere di essere più tranquilli. Lo ribadisco come approccio necessario se nei prossimi giorni se queste prime indicazioni non avranno l’effetto sperato”.

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