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Emergenza Coronavirus, raddoppiano i nuovi poveri: com’è cambiata l’assistenza

Hanno visto aumentare le richieste e, allo stesso tempo, hanno dovuto cambiare pelle per continuare a dare una mano a chi ne ha bisogno nel rispetto delle norme anti-contagio. Anche le associazioni e gli enti, impegnati nel sostegno agli indigenti, hanno avuto una radicale trasformazione di fronte all’emergenza Coronavirus (LO SPECIALE – IL CONTAGIO IN ITALIA). L’obiettivo della Caritas, forse quello più ampio per capillarità sul territorio, sulle settimane del lockdown restituisce la fotografia di un Paese in cui 38.580 “nuovi poveri” si sono rivolti per la prima volta ai centri di ascolto e ai servizi diocesani, con un aumento del 105% rispetto al periodo precedente alla crisi sanitaria. I numeri emergono da un’indagine nazionale condotta dall’organismo pastorale della Cei, nei giorni dal 9 al 24 aprile, e si riferiscono a 101 delle 218 Caritas presenti in Italia. Un focus che attraverso i dati spiega com’è cambiato il modo di prestare assistenza. Un esempio su tutti: il netto aumento dell’asporto o del domicilio dei pasti rispetto al consumo in mensa.

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