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Coronavirus, Consiglio dei ministri al via: ipotesi restrizioni fino al 31 luglio e multe fino a 4mila euro

Il consiglio dei ministri comincia tra un’ora. L’idea al momento è di alzare ancora le multe, ma non c’è accordo sul fermo amministrativo dei veicoli
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I dati parzialmente tranquillizzanti degli ultimi due giorni non bastano. Il governo Conte si prepara ad una lunga, lunghissima attesa, con l’obiettivo di ridurre i contagi da Coronavirus: come anticipato dal Sole24ore on line, il consiglio dei ministri convocato per oggi alle 14 sta per varare un nuovo decreto legge basato su due cardini principali.

Prima di tutto, il meccanismo di restrizioni è pensato per durare fino al 31 luglio. La bozza “in entrata” del consiglio dei ministri spiega che il blocco a tutte le attività che oggi sono ferme, dalle scuole ai musei, passando per gli spostamenti all’interno del paese, potranno essere allungati in tutto questo periodo (da qui a luglio) a blocchi di 30 giorni rinnovabili.

Un estratto della bozza in entrata al Cdm di oggi

Non solo: si introduce un meccanismo di multe che arriva fino a 4mila euro, persino più alto dunque di quella di cui si era parlato fino a ieri sera (che fissava il massimale a 3mila euro).

Come funziona

Cosa potrà fermarsi? Almeno stando al testo che si comincia a discutere tra poco e che, come sempre accade potrebbe essere ulteriormente rivisto, praticamente tutte le attività che sono ferme ora potrebbero essere nuovamente bloccate: negozi al dettaglio, teatri, attività sportive, convegni. E, in generale, ci si potrà spostare solo per motivi urgenti, come avviene ora.

Ansa/ Massimo Percossi |Stazione Termini mascherine sui volti delle persone e treni in arrivo da Milano vuoti, causa la diffusione del virus

Non c’è accordo, per ora sull’ipotesi di fermo amministrativo dei veicoli che abbiano violato il lockdown, ipotesi, anche questa, accreditata fino a ieri sera. Confermata, invece, la possibilità di utilizzare i droni per fare maggiori controlli.

Infine, il governo ha messo ordine al rapporto tra i decreti nazionali e quelli locali, di Regioni e Sindaci: qualora le Regioni decidano di fare misure diverse per aree che coprano almeno la metà del territorio di competenza dovranno chiedere il benestare del governo entro una settimana. Stessa cosa per i sindaci, che dovranno avere l’ok della Regione per proseguire.

Il parere degli esperti

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