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Coronavirus, dopo il bollettino di oggi Conte prepara un nuovo Dpcm: in corso un vertice fiume a Palazzo Chigi

Le nuove restrizioni potrebbero entrare in vigore domani o, più probabilmente, lunedì 2 novembre. Probabili lockdown territoriali e passaggio alla didattica a distanza, nonostante l’opposizione della ministra Azzolina
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Il Coronavirus continua a diffondersi seguendo un trend esponenziale. I tre dpcm di ottobre non sono bastati a ridurre i contagi e, con 1.843 posti in terapia intensiva occupati, sembra non esserci il tempo per valutare se, in particolare, l’ultimo dei decreti stia sortendo gli effetti desiderati. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato a Palazzo Chigi un vertice per studiare nuove misure restrittive, tra le quali possibili lockdown territoriali.

A livello nazionale, è il mondo della scuola a essere particolarmente attenzionato: sembrerebbe ormai inevitabile il passaggio da una didattica mista a una didattica a distanza al 100%, forse a partire dalle scuole medie. A questa ipotesi continua ad opporsi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: «Vorrebbe dire abbandonare i ragazzi e avere un Paese più debole», ha dichiarato. Sullo stesso fronte anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: «Spero non si chiudano scuole e attività». Da più fonti, però, si apprende che almeno un punto del prossimo dpcm riguarderà la scuola.

Nel vertice fiume in corso a Palazzo Chigi, dal pomeriggio di oggi 31 ottobre, si starebbero definendo le coordinate di un nuovo Dpcm. Il provvedimento potrebbe entrare in vigore già domani, ma è più probabile che si aspetti lunedì 2 novembre. Al tavolo, oltre al presidente del Consiglio, sono presenti i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il sottosegretario Riccardo Fraccaro e i componenti del Comitato tecnico scientifico.

Davanti ai dati sull’epidemia portati da medici ed esperti, l’esecutivo sembrerebbe intenzionato ad accelerare sulle chiusure territoriali, basandosi sull’indice Rt e sulle condizioni dei sistemi sanitari locali. Per questo, domani mattina, i ministri Boccia e Roberto Speranza incontreranno le Regioni. I territori particolarmente a rischio sono quelli della città metropolitana di Milano, di Napoli, di Genova e di Torino, più alcune aree del Veneto. Non si esclude «la necessità di una, due, tre settimane di stop in alcuni territori, perché l’indice Rt non è uguale dappertutto», ha dichiarato Boccia.

Il governo sta seguendo, dunque, una doppia strada. Se da un lato starebbe cercando di accontentare le amministrazioni locali, intervenendo a livello nazionale con nuovo strette racchiuse in un dpcm, dall’altro vorrebbe raggiungere un accordo con i governatori per dividere la responsabilità sull’istituzione di nuove “zone rosse”. L’agenda di Conte è fittissima: domani pomeriggio è previsto un nuovo vertice con i capidelegazione e, a seguire, con i capigruppo di maggioranza.

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