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Coronavirus, nel Regno Unito fino a 11 mila euro di multa a chi viola l’isolamento. In Africa ok dell’Oms ai test sulle medicine tradizionali

A Buenos Aires proteste contro le restrizioni: il presidente Fernandez ha prorogato le misure fino all’11 ottobre. Il premier del Quebec in isolamento dopo contatti a rischio
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I contagi da Coronavirus in tutto il mondo hanno raggiunto quota 30.777.611, mentre le vittime sono ormai 955.843. I Paesi più colpiti si confermano gli Stati Uniti (con 6.764.970 casi), l’India (con 5.400.619 casi) e il Brasile (con 4.528.240 infezioni). Ma il virus corre in Europa: ieri in Francia – per il secondo giorno consecutivo – sono stati registrati oltre 13mila casi. Record di nuovi positivi in 24 ore anche in Germania: con 2.300 nuovi casi, i numeri tornano quelli di 5 mesi fa, con la differenza che ora si effettuano il doppio dei test.

Regno Unito

EPA/NEIL HALL

Multe salate a chi viola l’isolamento

Provvediementi drastici per chi si rifiuta di osservare le misure anti contagio da Coronavirus nel Regno Unito. Il primo ministro Boris Johnson ha introdotto severe restrizioni per milioni di persone nelle aree in cui il rischio di infettarsi è maggiore a causa di una più alta diffusione del virus. Multe fino a 10mila sterline (circa 11mila euro) potranno essere comminate a chi viola l’isolamento imposto dal governo per combattere l’epidemia. I nuovi provvedimenti sono stati annunciati ieri per arginare la pandemia.

«Il modo migliore per combattere questo virus – ha detto il premier – è che tutti seguano le regole e si isolino se corrono il rischio di trasmettere il coronavirus». Le multe partiranno da mille sterline, esattamente come quelle previste per l’interruzione della quarantena dopo i viaggi internazionali, e arriveranno fino a 10.000 sterline per i casi recidivi e le violazioni più gravi.

Africa

PIUS UTOMI EKPEI / AFP

Via libera dell’Oms ai test sulle medicine tradizionali

L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dato il suo via libera a un protocollo in base al quale sarà possibile testare l’efficacia di prodotti studiati in Africa su alcune specifiche erbe medicinali nel trattamento del Coronavirus e di altri virus. Un via libera, quello dell’Oms, che incoraggia la sperimentazione con la medicina tradizionale con parametri simili a quelli per i vaccini e per i farmaci messi a punto nei laboratori in Asia, Europa ed America.

Non si tratta del primo via libera di questo genere. Alcuni mesi fa, il presidente del Madagascar aveva promosso, come medicina per combattere il Covid, l’uso di una bevanda a base di artemisia, una pianta efficace contro la malaria. In quel caso però la proposta non fu accettata. Questa volta, invece, gli esperti dell’Oms e di altre organizzazioni «hanno espresso il loro sostegno a un protocollo per una fase 3 di sperimentazione di erbe medicinali contro il Covid-19 – si legge in un comunicato – e a linee guida per la creazione di una commissione per il monitoraggio di dati e sicurezza per trial basati su erbe medicinali».

A questo punto, nel caso in cui una pianta in particolare, o un mix di farmaci ottenuti con la medicina tradizionale dovesse rivelarsi «sicuro, efficace e di qualità – ha dichiarato Prosper Tumusiime, un direttore regionale dell’Oms – l’Organizzazione ne raccomanderà la produzione locale rapida e su larga scala».

Argentina

EPA/Juan Ignacio Roncoroni

A Buenos Aires proteste contro le restrizioni

Nuove accese proteste sono andate in scena per le strade di Buenos Aires. Centinaia di persone si sono organizzate e hanno sfilato nella capitale dell’ Argentina per manifestare contro le misure restrittive imposte dal governo di Alberto Fernandez per il contenimento del contagio da Coronavirus. Nel Paese il conteggio delle vittime è ormai arrivato a oltre 12 mila morti.

I manifestanti si sono riuniti sotto le insegne dell’opposizione Juntos por el Cambio (Insieme per il cambiamento) per protestare contro le politiche perseguite dall’esecutivo, oltre che per le limitazioni anti-Covid. Al momento, i reparti di terapia intensiva risultano occupati al 60 % (per la precisione il 66% a Buenos Aires) e il presidente Fernandez ha disposto la proroga fino all’11 ottobre delle restrizioni in vigore da marzo. Sono tante le attività che ancora non hanno potuto riprendere e questo ha ovviamente creato danni enormi a un’economia già di per sé fortemente provata. Anche la riapertura delle scuole è ancora in forse dal momento che non è stato messo a punto un protocollo per il rientro.

Canada

EPA/IAN LANGSDON

Il premier del Quebec in isolamento dopo contatti a rischio

Il primo ministro del Quebec François Legault ha annunciato che resterà in autoisolamento per dieci giorni dopo avere avuto contatti con il leader del partito conservatore, contagiato dal Coronavirus. La misura è stata presa in via precauzionale poiché il presidente è comunque risultato negativo al test per individuare la positività al virus. Lo scorso inizio di settimana Legault aveva incontrato Erin O’Toole, il nuovo leader del Partito conservatore federale, che venerdì ha annunciato di aver contratto il virus. Il presidente resterà dunque in isolamento domiciliare fino al 28 settembre ma – fa sapere il suo staff – «continuerà a svolgere le sue funzioni, anche da remoto». Nell’ultimo periodo, il Canada sta affrontando un aumento del numero di casi, spingendo Ontario e Quebec, le due province più colpite, ad adottare severe restrizioni e misure di contenimento.

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