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Coronavirus, crollano i voti a scuola negli Usa dopo una primavera di lezioni a distanza. L’Ungheria di Orban apre anche al vaccino russo

«Ci vorranno anni per mitigare gli effetti della pandemia» sulle capacità di apprendimento degli studenti, dice un sovrintendente scolastico dopo mesi di didattica a distanza negli Usa. In Ungheria intanto il governo Orban si prepara ad aggiungere il vaccino russo Sputnik V nel proprio piano vaccinale, è il primo in Europa
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Usa

EPA/ETIENNE LAURENT | Una classe semivuota della St. Joseph Catholic School a La Puente, Los Angelse

Diversi distretti scolastici negli Stati Uniti hanno segnalato un netto calo dei voti soprattutto nelle scuole che sono tornate ad applicare politiche di valutazione degli studenti ai livelli precedenti la pandemia di Coronavirus. Come riporta il New York Times, le prime pagelle autunnali hanno dimostrato come in diversi distretti scolastici molti studenti stiano fallendo i test in lettere e matematica, con cali importanti rispetto agli anni precedenti. «Abbiamo a che fare con una perdita di apprendimento senza precedenti – ha detto il sovrintendente scolastico di San Antonio, in Texas, Brian Wood – Ci vorranno anni per mitigare» gli effetti della didattica a distanza, alla quale hanno fatto ricorso quasi tutte le scuole nella scorsa primavera.

I dati più preoccupanti sono arrivati proprio dal Texas, per esempio a Houston dove nel settimo distretto scolastico più grande degli Stati Uniti, dopo che il nuovo scolastico è ripartito ancora una volta a distanza, le assenze sono aumentate del 42% rispetto all’11% dell’anno precedente. Quasi la metà degli studenti hanno ricevuto almeno due gravi insufficienze perché hanno saltato regolarmente i compiti assegnati o non sono stati neanche presenti a lezione. A Chicago, secondo distretto per dimensioni a livello nazionale, il 13% degli studenti delle superiori ha fallito il test trimestrale in matematica, rispetto al 9,5% dell’anno precedente. Anche per loro è scattata la didattica a distanza per il rientro in autunno e torneranno in classe almeno da gennaio.

Ungheria

EPA/JOHANNA GERON | Il premier ungherese Viktor Orban

Il governo in Ungheria sarebbe interessato al vaccino russo Sputnik V, scatenando dure polemiche per l’iniziativa di Viktor Orban che avrebbe intenzione di muoversi con più autonomia rispetto agli accordi già sottoscritti con gli altri Paesi dell’Ue sui piani vaccinali. Come riporta il Guardian, le prime 10 dosi del vaccino russo sono state consegnate agli esperti ungheresi per i primi test locali, con la prospettiva di produrre su larga scala grandi quantità per il 2021 sfruttando un’azienda ungherese. «Siamo il primo Paese europeo a ricevere questo campione», ha detto il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto.

Il ministro della Salute Mikhail Murashko ha annunciato in conferenza stampa che un team di medici ed esperti ungheresi visiterà i laboratori russi nei prossimi giorni, così da studiare meglio la produzione dello Sputnik V, con l’obiettivo di accelerare l’approvazione del vaccino in patria.

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