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Coronavirus, due volte positivo, due volte negativo. Che tamponi ha fatto Elon Musk? Stop ai complotti!

Ecco perché il tweet di Elon Musk non ci sorprende e non dovrebbe creare inutili teorie di complotto sui test Covid19
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Il 13 novembre l’imprenditore americano Elon Musk, numero uno di Tesla, è tornato a far discutere a causa di un tweet dove annuncia di aver effettuato 4 test rapidi Covid19 dove sarebbe risultato due volte positivo e due volte negativo. Teoria di complotto in corso? Non è affatto una novità che ciò possa avvenire, lo abbiamo spiegato a Open Fact-checking in alcuni articoli.

Innanzitutto, di che test stiamo parlando? Musk spiega che i 4 esami sono stati fatti dalla stessa macchina, dalla stessa infermiera e si tratterebbe del test rapido della Becton Dickinson (BD). Non si tratta affatto del test sierologico o del test PCR, quello che viene utilizzato per avere certezza dell’infezione.

Il tweet virale di Elon Musk

Si tratta di test che non necessitano di un’analisi fatta in laboratorio, risultano «comodi» dal punto di vista delle tempistiche per avere una prima risposta che non risulta affatto sicura al 100%. Nonostante ciò, sono di grande aiuto per quando bisogna effettuare test in larga scala, favorendo con rapidità il tracciamento dei positivi, o in luoghi dove si necessità una certa velocità di risposta mantenendo comunque dei rischi come negli aeroporti. Bisogna, tuttavia, tenere conto di un problema: il rischio sono i falsi negativi.

Il test antigenici sono previsti dall’FDA, incluso quello della BD insieme a quelli della Abbott, ma la stessa agenzia del farmaco americana riconosce questa fattibilità dei falsi negativi prevedendo un ulteriore test molecolare PCR se richiesto dal medico:

Antigen tests usually provide results diagnosing an active coronavirus infection faster than molecular tests, but antigen tests have a higher chance of missing an active infection. If an antigen test shows a negative result indicating that you do not have an active coronavirus infection, your health care provider may order a molecular test to confirm the result.

Il kit del test effettuato da Musk.

Sorge un dubbio. Nel tweet Elon Musk sostiene che è stata usata la stessa macchina, mentre nella scheda fornita dal sito dell’FDA relativa al test leggiamo: «Do not reuse any BD Veritor System test device or kit components». Non siamo in grado di sapere se sia stato riutilizzato lo stesso apparecchio per tutti e 4 i test effettuati.

In conclusione, i test rapidi antigenici non vanno considerati come conclusivi ed Elon Musk dovrebbe saperlo prima di effettuarlo. In tal caso sarà necessario un test PCR per avere la certezza che l’antigenico sia stato effettuato nella maniera corretta e sicura.

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