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Coronavirus. Il certificato medico contro l’uso delle mascherine ricco di disinformazione

Un medico ha rilasciato un certificato per non far indossare la mascherina a una sua paziente, ma riporta diverse falsità
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Il 27 novembre il giornalista Cesare Sacchetti, che in passato aveva diffuso notizie infondate e alimentato teorie di complotto sulla Covid19, pubblica un tweet in cui riporta un «certificato medico», a firma Roberto Santi, che esonera una sua paziente dall’uso della mascherina. Un documento ricco di disinformazione sull’utilizzo e sui presunti danni delle mascherine che abbiamo ampiamente trattato nella guida utile di Open Fact-checking.

Il documento, datato 27 novembre, riporta in chiaro la paziente del medico, Emilia Barbitta, la quale ha promosso in vari modi la sua diffusione difendendola a spada tratta attraverso i social.

Per chi ha fretta

  • Il certificato medico non è un’evidenza scientifica.
  • La mascherina non causa ipercapnia.
  • La mascherina non causa il cancro.

Analisi

Veniamo al testo del certificato medico, che inizia così:

Si certifica che Emilia Barbitta presenta patologia che la rende incompatibile con l’uso del dispositivo “mascherina”.

Occorre infatti considerare che l’uso della mascherina induce ipercapnia ed acidosi, che riducono la saturazione di Ossigeno nel sangue, esponendo con maggiore facilità ad ogni tipo di aggressione batterica o virale. Questo ancora più in Soggetto che hanno difficoltà respiratorie per motivi cardiaci, broncopolmonari, anche a genesi allergica o psicosomatica.

L’acidità favorisce altresì lo sviluppo di cellule tumorali.

Sono frequenti anche cefalea e capogiri indotti da questo stato.

Inoltre l’umidità che si forma al di sotto della mascherina è in grado di produrre dermatiti micotiche e di aumentare l’eventuale carica batterica e/o virale altrimenti inerte, che si accumula negli alveoli polmonari del Soggetto.

La falsa teoria delle mascherine che causano l’ipercapnia venne particolarmente sostenuta da Stefano Montanari e Antonietta Gatti, entrambi seguiti dal medico Santi, dagli ambienti NoVax e in questo caso dai NoMask.

Contrariamente a Santi, Montanari e Gatti, l’ingegnera biomedica del Politecnico di Torino Alice Ravizza, esperta in merito alle normative e certificazioni, ci spiega come mai non è possibile che causino ipercapnia:

«L’ipercapnia indica l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue – spiega Ravizza – se la mascherina non ha una buona respirabilità, si crea un ambiente all’interno in cui viene respirata sempre la stessa aria, come quando si respira velocemente nel boccaio dello snorkeling».

«Le mascherine certificate hanno la capacità di filtrare – continua l’esperta – permettendo anche il passaggio d’aria senza sforzo respiratorio, specialmente quelle costituite da materiale filtrante certificato. Sono garantite tutte anche per evitare l’ipercapnia». Nessuno nega che il problema piuttosto potrebbe derivare dalle mascherine fai da te.

Non provocano ipercapnia, così come non provocano il cancro (lo spieghiamo nella nostra guida utile). La questione riguardo le «aggressioni batteriche» venne citata in parte ancora da Montanari, ma affinché vi becchiate patogeni dannosi dovreste indossare la mascherina dopo averla appoggiata e lasciata in un capanno sporco e malmesso. Insomma, basta che seguiate le indicazioni su come indossarle e trattarle:

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Il rischio dermatiti micotiche? Il collegamento alle spore di funghi ricorda anche la candida polmonare, di cui avevamo parlato sempre nella guida utile. Le mascherine possono causare dermatite atopica:

Che si tratti di mascherine chirurgiche o di stoffa, fino ad arrivare a quelle con protezione maggiore, come le FFP2 e FFP3, a lungo andare il loro utilizzo può provocare dei fastidi alla pelle e le persone affette da dermatite atopica, in particolare, possono sviluppare fastidiosi e sgradevoli sfoghi sul viso, a cui è opportuno fare fronte per una migliore qualità della vita.

La paziente del medico Santi sta cercando di promuovere il certificato ricco di disinformazione sulle mascherine, credendo al suo contenuto. Ecco, ad esempio, una maglietta con stampato il documento:

Conclusioni

Il certificato medico a firma Roberto Santi non è un documento scientifico che dimostra la presunta pericolosità delle mascherine. In esso vengono riportate teorie non provate riguardo all’ipercapnia e addirittura il cancro come danni dovuti al loro utilizzo.

Seppur il documento sia fatto da un medico, durante la pandemia abbiamo assistito ad altri episodi di disinformazione da parte di iscritti all’ordine dei medici.

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