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Coronavirus, in Svezia +60% di ricoveri in una settimana. Si indaga su 150 casi di nuovi positivi dopo essere guariti. A New York chiude tutto ma riaprono le elementari

In Svezia preoccupa la crescita di ricoveri nell’ultima settimana, tra le più alte in Europa. A New York l’indice di positività è rimasto sotto la soglia d’allarme dopo il ritorno a scuola dei primi 300 mila bambini
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Svezia

EPA/JOHAN NILSSON | Un cartello a Malmoe, in Svezia, avverte di mantenere la distanza sociale mentre si passeggia

Le autorità sanitarie svedesi stanno indagando su 150 casi in cui persone guarite dalla Covid-19 sono poi risultate di nuovo positive e contagiose. Tra i pazienti raccontati dal quotidiano svedese Dagens Nyheter c’è quello dell’anestesista Andreas Longueville che, dopo una settimana dal manifestarsi dei sintomi durante la sua seconda infezione, sospetta di aver contagiato anche sua moglie, anche lei risultata positiva per la seconda volta. Secondo il quotidiano svedese, sono diversi i segnali che indicano alle autorità sanitarie locali che: «chi si ammala una seconda volta abbiamo una certa protezione». Ma i positivi recidivi risultano comunque contagiosi, per quanto meno rispetto alla prima volta, soffrendo a loro volta di sintomi meno gravi.

La Svezia è alle prese con una nuova ondata di contagi e ricoveri, pur continuando con il modello di gestione della pandemia che esclude il lockdown, come accade in tutti gli altri Paesi europei. Come riporta il Guardian, al momento gli ospedali svedesi stanno curando 1.004 pazienti per Coronavirus. Ma quel che preoccupa è l’aumento dei ricoveri risultato del 60% in una sola settimana. «Consideriamo la situazione estremamente grave – ha detto alla tv pubblica Svt il direttore dei servizi di assistenza medica Bjorn Eriksson – Possiamo aspettarci un numero notevolmente maggiore di persone che hanno bisogno di cure ospedaliere nelle prossime settimane».

Usa

EPA/JUSTIN LANE | Il sindaco di New York, Bill de Blasio, accoglie i primi bambini che rientrano a scuola

Mentre negli Stati Uniti si registra un nuovo record di contagi giornalieri di Coronavirus, con oltre 177 mila nuovi casi e circa 1.600 decessi nelle ultime 24 ore secondo la Johns Hopkins University, a New York il sindaco Bill de Blasio ha annunciato che il tasso di positività in città è rimasto sotto la soglia d’allerta del 3% dopo il ritorno a scuola di circa 300 mila bambini su un totale di 1,1 milioni di studenti newyorkesi. Effetto anche delle ultime restrizioni che hanno imposto la chiusura anticipata di bar e palestre e nuove limitazioni agli spostamenti. Un dato positivo secondo il sindaco de Blasio, ma che non può ancora bastare perché allontanare del tutto l’ipotesi di chiudere nuovamente le scuole: «Dobbiamo combattere una seconda ondata per mantenere aperte le nostre scuole», ha scritto su Twitter. Come riporta il New York Times, il rischio è che in città l’indice di positività possa tornare sopra il 3% nei prossimi giorni, come già previsto dagli esperti per l’inizio della prossima settimana.

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