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Coronavirus, la Germania in lockdown fino al 20 dicembre, le scuole restano aperte. Sondaggio in Svezia: il 26% degli svedesi non si fida dei primi vaccini

La curva dei contagi in Germania si è stabilizzata dopo quasi un mese di lockdown, ma il governo federale e i Land hanno deciso di prolungare le chiusure fino a Natale per ridurre i contagi a 50 ogni 100 mila abitanti in ogni regione. In Svezia cresce lo scetticismo per i nuovi vaccini contro il Coronavirus
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Germania

EPA/CLEMENS BILAN | La cancelliera tedesca Angela Merkel

In Germania è stato prorogato il lockdown fino al 20 dicembre, dopo un vertice fiume tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e i 16 presidenti dei Land. Inevitabile secondo Merkel prolungare le chiusure iniziate il 2 novembre, quando era stato decretato il lockdown per un mese chiudendo ristoranti, bar, centri sportivi, ma lasciando aperte le scuole. Le misure per contenere i contagi di Coronavirus in Germania hanno attenuato la nuova ondata fino a stabilizzarla, ha spiegato la cancelliera, ma l’obiettivo fissato dal governo federale tedesco è di portare la soglia dei nuovi casi a 50 per ogni 100 mila abitanti in ogni regione.

Tra le regole concordate dopo sette ore di confronto tra governo e regioni c’è innanzitutto quella sulle riunioni private, limitate alla partecipazione di due famiglie per un massimo di dieci persone, esclusi gli under 14. Saranno scoraggiati i fuochi d’artificio, con il divieto di vendita in alcune strade e piazze più frequentate. Concordato anche un invito ai datori di lavoro per concedere lo smart working ai dipendenti dal 23 dicembre al 1 gennaio. L’obbligo di indossare la mascherina viene imposto all’aperto e nella maggior parte delle scuole superiori. Ridotto il numero di clienti massimi nei negozi.

Svezia

EPA/Fredrik Sandberg | Un cartello invita al rispetto della distanza sociale a Stoccolma, in Svezia

Secondo un sondaggio dell’istituto Novus in Svezia, il 26% degli svedesi non ha intenzione di assumere alcun vaccino contro il Coronavirus durante la fase di sviluppo, mentre il 28% si è dichiarato ancora indeciso. Il 46% si è detto invece disposto ad assumere una dose. Tra i contrari, l’87% ha dichiarato di aver paura per gli effetti collaterali ancora sconosciuti. Il Guardian ricorda che nel 2009 le autorità sanitarie svedesi avevano invitato la popolazione a farsi vaccinare volontariamente con il vaccino Pandemrix contro l’influenza suina prodotto dalla GlaxoSmitKline. A quella campagna ha partecipato più del 60%, uno dei più alti dati al mondo, ma centinaia di giovani avevano poi sofferto di narcolessia nel corso dei mesi successivi, creando un forte sentimento di sfiducia nella popolazione.

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