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Coronavirus, l’allarme delle autorità sanitarie britanniche: «Raggiunto il punto di non ritorno»

Nel Regno Unito l’indice R0 oscilla tra 1,2 e 1,5. Ieri sono stati registrati 15.166 nuovi casi in 24 ore. Il vice direttore sanitario Van-Tam: «Cresce l’età media dei positivi, nelle prossime settimane aumenteranno i decessi»
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Cresce la preoccupazione nel Regno Unito per la nuova ondata di contagi da Coronavirus. Secondo il professor Jonathan Van-Tam, vice direttore sanitario per l’Inghilterra, citato dalla Bbc, il Paese ha raggiunto un «punto di non ritorno» e, nelle prossime settimane, oltre all’aumento dei casi, ci sarà un aumento dei decessi da Covid-19.

Attualmente, nel Regno Unito l’indice R0 – che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo positivo – oscilla tra 1,2 e 1,5. Ieri sono stati registrati 15.166 nuovi casi in 24 ore, 1.302 più di venerdì, ed 81 vittime. Il vice direttore sanitario inglese ha esortato i connazionali ad aiutare l’Nhs, il servizio sanitario pubblico, limitando le interazioni sociali perché «il virus prospera attraverso i contatti tra gli esseri umani». Van Tam nota che mentre l’epidemia è «ripartita» tra i giovani nelle ultime settimane, ora «ci sono prove che si stia espandendo in una fascia d’età più alta» nelle zone più colpite.

«E’ triste, ma come la notte segue il giorno, un aumento delle morti seguirà, nelle prossime settimane» l’aumento dei contagi, ha detto Van-Tam, avvertendo che il Paese è in una posizione diversa rispetto a marzo, durante la prima ondata, perché ora «stiamo entrando nei mesi più freddi e bui dell’inverno. Siamo nel mezzo di una grave pandemia e la stagione ci è avversa. In pratica, stiamo per incontrare venti contrari». In questo situazione, aggiunge, il Regno Unito ha tuttavia «una capacità di effettuare test molto migliore» rispetto al passato e «migliori cure» disponibili.

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