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Coronavirus. Mascherine e guanti ci fanno ammalare? Non filtrano il virus? Non è proprio così

Le raccomandazioni all’uso di mascherine e guanti non sono consigli di bon ton, purché siano strumenti certificati
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Su MeteoWeb, sito presente nella Black list di Butac all’interno della categoria «siti di pseudoscienza», compare un articolo intitolato «Coronavirus, l’esperto: “non usate mascherine e guanti, vi faranno ammalare”».

L’esperto in questione sarebbe Stefano Montanari, laureato in Farmacia. Anche se si è occupato di ricerca nel campo delle nanoparticelle, è noto che alcune sue attività sono state ritenute non conformi al Metodo scientifico, tanto da essere ritenuto un punto di riferimento in certi ambienti «free vax». Le sue recenti esternazioni sul Covid-19 gli sono valse una denuncia da parte dell’associazione di scienziati Patto trasversale per la scienza, composta anche da virologi, epidemiologi e infettivologi. 

MeteoWeb prende una serie di opinioni su mascherine e guanti, attribuendole al farmacista: «con queste parole il dott. Stefano Montanari, un noto scienziato e nanopatologo bolognese, esprime la propria posizione rispetto all’utilizzo di guanti e mascherine». Riportiamo di seguito la nostra analisi delle principali affermazioni.

Sintesi

  • Certamente esistono mascherine non regolamentari o altri rimedi che non garantiscono capacità filtranti, questo però non riguarda quelle certificate;
  • Come molti strumenti di profilassi e prevenzione (tra cui guanti e mascherine) occorre raccomandare un corretto uso, onde evitare di inalare altri patogeni, ragione per cui devono essere sostituiti dopo l’uso;
  • Sono molto più efficaci per malati e operatori sanitari, ma non tutti i positivi sanno di esserlo, tenuto conto anche della presenza di asintomatici;
  • Se il nostro microbiota ci garantisse contro i patogeni più dei guanti, allora potremmo anche smettere di lavarci le mani frequentemente, come raccomandato nelle linee guida dell’Oms;
  • L’ipercapnia dovuta all’eccesso di anidride carbonica è uno dei fattori di cui si tiene conto quando si certificano le mascherine adatte ad un uso prolungato, queste infatti devono essere comode e filtranti, in modo da lasciar passare l’ossigeno dell’aria.

Ammalarsi con mascherine e guanti 

«Non usate mascherine e guanti, vi faranno ammalare … Le mascherine generiche che si vendono in giro non servono assolutamente a nulla». 

Avevamo già trattato questo argomento assieme ad Alice Ravizza, del Politecnico di Torino, ingegnera biomedica ed esperta delle relative normative e certificazioni. Sull’utilità delle mascherine e la loro sicurezza, se conformi alle normative, esiste ormai un’ampia letteratura.

Dal momento che si può essere positivi e asintomatici è fondamentale avvalersi anche delle mascherine, sempre che non si dimentichino le altre prescrizioni del distanziamento sociale, come la raccomandazione a restare a una distanza di almeno un metro dagli altri. Un discorso analogo si può fare anche per i guanti, purché si osservi sempre l’abitudine di lavare frequentemente le mani.

Non possono fermare il virus

«Quelle al massimo fermano i tacchini, non i virus come il Coronavirus che sono grandi 120 nanometri; da quelle mascherine passa tutto».

Ma il virus non viene emesso «a secco» dalle persone, necessita del nostro aerosol, prodotto traverso starnuti e tosse, per poter essere diffuso, questo fa sì che una mascherina a norma sia sufficiente a fermarlo. Diverso è il discorso del filtrare le emissioni dall’esterno. Per questo la mascherina è una protezione sociale, non individuale di chi la indossa.

Provocano ipercapnia

«Quando sono bagnate ci fanno tenere appiccicati al naso e alla bocca non soltanto il Covid-19 ma chissà quanti altri virus. Inoltre queste mascherine portate a lungo tempo provocano ipercapnia, si ha un eccesso di anidride carbonica nel sangue perché non c’è una respirazione efficiente, quindi anche la funzione polmonare diventa più difficoltosa».

Il fenomeno della ipercapnia è noto nei pazienti con malattie polmonari. Non è previsto un rischio rilevante per l’uso delle mascherine. Nell’articolo che riporta questa affermazione attribuita a Montanari, non si fa riferimento ad alcuna fonte.

«L’ipercapnia indica l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue – spiega Ravizza – se la mascherina non ha una buona respirabilità, si crea un ambiente all’interno in cui viene respirata sempre la stessa aria, come quando si respira velocemente nel boccaio dello snorkeling».

«Le mascherine certificate hanno la capacità di filtrare – continua l’esperta – permettendo anche il passaggio d’aria senza sforzo respiratorio, specialmente quelle costituite da materiale filtrante certificato. Sono garantite tutte anche per evitare l’ipercapnia». Nessuno nega che il problema piuttosto potrebbe derivare dalle mascherine fai da te.

Siamo già protetti dal microbiota

«E i guanti sono peggio ancora. In tutto il corpo abbiamo il microbiota che è composto da batteri, funghi e virus che abitano nel nostro organismo, principalmente nell’intestino ma anche sulla pelle. Questo microbiota riesce a “mangiare”, semplificando, gli aggressori esterni e quindi i virus».

«Solitamente i guanti sono sconsigliati – spiega Ravizza – non per le ragioni esposte da Montanari, ma perché danno una sensazione ingiustificata di sicurezza. Vanno usati se si è stati istruiti al corretto uso da un operatore sanitario».

«Col guanto ci sentiamo sicuri, eppure con quello tocchiamo tutto, anche la nostra faccia – continua l’esperta – quindi va tolto immediatamente dopo aver eseguito l’operazione necessaria, per esempio subito dopo aver fatto la spesa».

Sul microbiota e la sua funzione nel proteggerci dai virus stendiamo un velo pietoso. Non perché non ci sia qualche fondamento, per esempio riguardo al microbiota intestinale, ma per il fatto che questa presunta protezione è irrilevante dal punto di vista delle norme igieniche.

Non dovremmo nemmeno lavarci le mani? Il discorso in base al quale i nostri patogeni dovrebbero esserci alleati contro il SARS-CoV2, ricorda molto quello fatto da diversi guru delle Medicine alternative, riciclando narrazioni precedenti. Si tratta di affermazioni molto pericolose, qualora venissero prese sul serio.

Conclusione: affermazioni imprecise e pericolose

Le opinioni riportate mischiano assieme mezze verità ad affermazioni generalizzate, che potrebbero scoraggiare l’impegno dei lettori nello sforzo comune di contrastare la pandemia. Al solito, invitiamo a non condividerle nei Social.

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