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Coronavirus, tutte le notizie della notte – Nel mondo quasi 1.5 milioni di positivi. In Usa 2mila nuovi morti. Trump: «L’incubo finirà presto». Oxfam: «Mezzo miliardo di persone a rischio povertà». In Argentina quasi 2mila casi

L’intelligence americana avvertì già a novembre 2019 del «cataclisma in arrivo». Il 6-8% della popolazione mondiale potrebbe «scivolare in povertà in assenza di rapidi aiuti». Secondo il Nyt, il virus è arrivato dall’Europa non dall’Asia. In Argentina, quasi 1.800 contagiati e 65 morti
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I casi di contagio da Coronavirus nel mondo sono quasi 1.5 milioni. Stando ai dati forniti dalla Johns Hopkins University, i positivi registrati ufficialmente finora sono 1.484.811. Le morti sono in tutto 88.538 decessi, mentre i guariti salgono a 329.876. I Paesi più colpiti sono gli Stati Uniti con 432.132 positivi, la Spagna con 148.220 e l’Italia con 139.422 casi registrati (e il più alto numero di decessi: 17.669).

Usa, quasi 2mila morti per il secondo giorno

EPA/CHRIS KLEPONIS / POOL

«Abbiamo imparato molto, possiamo essere più forti di prima. Ricostruiremo il paese, questo incubo finirà presto». Sono queste le parole del capo della Casa Bianca nel giorno in cui negli Stati Uniti si registrano – per la seconda volta di seguito – altri 1.973 morti da Coronavirus. Il totale delle vittime nel Paese sale dunque a 14.695.

Stando a un rapporto segreto degli 007 americani, riportato da Abc nelle ultime ore, l’intelligence americana aveva messo in guardia già agli inizi di novembre sull’infezione che si sarebbe diffusa di lì a poco. La relazione metterebbe in evidenza che il contagio si stava diffondendo nella regione di Wuhan in Cina, mettendo a rischio la popolazione già a novembre dello scorso anno. Le conclusioni dell’analisi condotta dal National center for Medical intelligence sottolineavano che avrebbe potuto trattarsi di un «cataclisma».

Donald Trump appare ottimista davanti alla stampa. «Potremmo riaprire il Paese in fasi, forse anche prima del previsto – dice il presidente americano – ma ogni decisione si baserà molto sulle indicazioni degli esperti». «Stiamo facendo meglio delle iniziali previsioni nel bilancio delle vittime». Resta molto critico con l’Organizzazione mondiale della sanità che, a suo avviso non ha lavorato come avrebbe dovuto: «Ha sbagliato sul Coronavirus, minimizzando inizialmente la minaccia». Trump torna dunque ad attaccare l’Oms, nel quotidiano punto con la stampa. Oms alla quale – evidenzia Trump – gli Stati Uniti contribuiscono con 452 milioni di dollari contro i 42 milioni stanziati dalla Cina.

E la Casa Bianca rende noto che la First Lady ha avuto una conversazione telefonica con Laura Mattarella, la figlia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla quale «ha espresso le sue sentite condoglianze per i molti italiani che hanno perso la vita per il Coronavirus». Melania Trump ha espresso a Laura Mattarella le «ottimismo e speranza» sul fatto «che il trend positivo» nel numero di vittime e nuovi contagi «continui in Italia» e ha messo in evidenza come gli americani siano «al fianco del loro alleato», anche con l’offerta di 100 milioni di dollari in assistenza nella speranza che nelle prossime settimane la pandemia possa essere sconfitta.

Intanto, secondo il New York Times, il virus sarebbe arrivato a New York a metà febbraio dall’Europa e non dall’Asia. «Ha cominciato a circolare settimane prima che il primo caso fosse confermato, ed è stato portato soprattutto da viaggiatori dall’Europa, non dall’Asia», scrive il giornale citando nuovi studi condotti dalla Icahn School of Medicine del Mount Sinai e di N.Y.U. Grossman School of Medicine su genomi del coronavirus prelevati da residenti dell’area di New York alla metà di marzo.

Oxfam, mezzo miliardo persone a rischio povertà

Gli effetti del Coronavirus cominciano a pesare a livello mondiale. Mezzo miliardo di persone sono a rischio povertà. Lo sostiene l’Oxfam, stimando che il 6-8% della popolazione mondiale potrebbe «scivolare in povertà in assenza di rapidi aiuti». Se le stime si avverassero si tratterebbe di un passo indietro di dieci anni nella lotta alla povertà e di un passo indietro di 30 anni in alcune aree dell’Africa sub-sahariana. L’avvertimento arriva a pochi giorni dall’inizio dei lavori delle riunioni di primavera del Fono monetario internazionale e della Banca Mondiale.

Argentina

EPA/JUAN IGNACIO RONCORONI

Aumentano i contagi anche nell’America Latina. In Argentina, il ministero della Sanità ha comunicato che nelle ultime 24 ore i positivi al virus confermati hanno raggiunto quota 1.795, mentre i morti sono saliti a 65. Di fronte a questo preoccupante aumento di casi, il presidente Alberto Fernández ha detto di essere certo che la quarantena sarà estesa oltre il 12 aprile. «Non sarà revocata, rivedremo soltanto le autorizzazioni di persone impegnate in specifici settori». I cambiamenti nei grandi centri abitati «saranno pochi», ha detto. Mentre «saranno aumentati i controlli». Inoltre, le autorità argentine hanno annunciato una importante operazione di controllo della circolazione veicolare, per impedire il trasferimento di residenti delle grandi città verso la costa in occasione delle festività pasquali.

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