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Regno Unito, persi 16mila casi di Coronavirus per un errore informatico. Il governo rimedia, ma la falla preoccupa gli esperti

Il premier Johnson assicura che le persone positive sono state rintracciate. Ma il ritardo nell’aggiornamento del database rischia di avere conseguenze
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Tra il 25 settembre e il 2 ottobre le autorità sanitarie di Londra non hanno segnalato quasi 16 mila casi di Coronavirus, a causa di un errore informatico. Le cifre sono state aggiornate sabato e domenica facendo registrare rispettivamente 12.872 e 22.961 casi. Un balzo in avanti che il governo ha giustificato appunto con l’errore informatico occorso nelle settimane precedenti.

Il primo ministro Boris Johnson ha detto che «i dati dei casi sono stati persi», ma ha aggiunto che tutte le persone risultate positive al test sono state contattate. Poiché i quasi 16 mila positivi non erano stati inizialmente inseriti nel database, le persone con cui sono entrati in contatto di recente sono stati rintracciati con diverse ore di ritardo. «Se ci sono stati ritardi nell’inserimento di questi casi nel database dell’Nhs, ciò può avere gravi implicazioni per la diffusione della malattia», ha detto Duncan Robertson, professore della Loughborough University.

«Le persone in tutto il Paese saranno comprensibilmente allarmate», ha commentato il segretario di Stato per la Salute dei laburisti, Jonathan Ashworth. «Il ministro della Sanità (Matt Hancock, ndr) dovrebbe venire lunedì alla Camera dei Comuni per spiegare cosa diavolo è successo, quale impatto tutto questo ha avuto sulla nostra capacità di contenere questo virus e cosa ha intenzione di fare per correggere i test e il tracciamento».

Foto copertina: EPA/NEIL HALL

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