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Coronavirus. Il caso dei 77 giocatori NFL falsi positivi: test contaminati in laboratorio, tutti negativi

Dietro i falsi positivi c’era una contaminazione riscontrata in uno dei laboratori utilizzati dalla BioReference, società unica incaricata dalla NFL per i test Covid-19 sui giocatori
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I Chicago Bears, squadra della National Football League americana, avevano rinviato gli allenamenti di domenica mattina dopo aver appreso che 9 giocatori erano risultati positivi al test Covid-19. Non solo loro, anche i giocatori dei Buffalo Bills, dei Pittsburgh Steelers, dei Cleveland Browns, dei New York Jets e dei Minnesota Vikings erano risultati positivi al test processato dallo stesso laboratorio nel New Jersey.

Tutti falsi positivi, come dimostrato da un secondo test effettuato in autonomia dalle squadre coinvolte. Un «secondo parere», quello richiesto dalle società presso altri laboratori, che ha portato alla scoperta di un’anomalia riscontrata presso il centro analisi del New Jersey, uno dei cinque utilizzati dalla NFL per effettuare i test Covid-19 per i giocatori professionistici.

All’origine dell’anomalia una contaminazione, come dichiarato da un portavoce della società BioReference Laboratories, Jon R. Cohen: «L’indagine interna ha rivelato che si trattava molto probabilmente di falsi positivi, tutti causati da una contaminazione nel laboratorio di New Jersey».

Sempre secondo quanto dichiarato dalla società incaricata dalla NFL, il problema sarebbe stato risolto e tutte le persone soggette al falso negativo sono state avvisate. La NFL, attraverso un comunicato, ha confermato che l’anomalia non è stata riscontrata negli altri laboratori in cui si appoggiano per i test giornalieri dei giocatori. Il campionato, salvo intoppi, dovrebbe iniziare il 10 settembre. Sempre se altri laboratori non fanno un altro «fumble».

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